Finanza
Oltre mille persone per l’addio a Marcucci
Gremito il cimitero di Castelvecchio per le esequie del patron Guelfo Tanti i politici presenti. La figlia Marialina: «Era un imprenditore nato».
CASTELVECCHIO PASCOLI. C’erano oltre mille persone nel piccolo cimitero di Castelvecchio Pascoli per l'ultimo saluto a Guelfo Marcucci, imprenditore e fondatore dell'impero economico della farmaceutica con il gruppo Kedrion, delle tv locali fino al turismo con il complesso del Ciocco.
Dipendenti ed ex dipendenti, politici, parenti ma soprattutto semplici amici (compresi quelli storici) di Castelvecchio Pascoli si sono radunati già dalle 14 di ieri nei vicoletti del camposanto della frazione barghigiana. Che però ben presto si è rivelato troppo angusto, tanto che all'inizio della funzione religiosa tanta gente è rimasta ad assistere fuori dai cancelli, persino in strada.
Il feretro di Guelfo Marcucci è stato portato dai dipendenti storici del Ciocco, per i quali l'imprenditore è stato un punto di riferimento. Ad accompagnarlo la moglie Iole e i figli Marialina, Andrea e Paolo con i propri coniugi e figli, e un'ampia rappresentanza del mondo politico locale. I primi a giungere sono stati Marialina Marcucci con la madre insieme a Marianna Mordini, moglie del senatore Andrea e al nipote. Poi il feretro e al seguito i fratelli Andrea e Paolo.
Erano presenti tutti i sindaci della Valle (con Marco Bonini sindaco di Barga che ha assistito alla funzione insieme ai parenti della famiglia Marcucci), il primo cittadino di Lucca Alessandro Tambellini, il presidente della Provincia Luca Menesini, i consiglieri regionali Stefano Baccelli, Ilaria Giovannelli e l'assessore regionale Marco Remaschi, la parlamentare Raffaella Mariani.
Una cerimonia semplice ma allo stesso tempo toccante quella officiata da monsignor Stefano Serafini, proposto di Barga.
Tuttavia, ci ha pensato la soprano Ilaria Di Giangirolamo, accompagnata dal pianista Gianpiero Chiesa, a far sciogliere tutti quando, al momento dell'offerto, ha intonato il "Panis Angelicus" e alla fine il classico "Ave Maria" di Schubert, facendo sciogliere, grazie alla sua interpretazione, tanta gente in un pianto liberatorio. E veramente toccante, poi, è stato l'omaggio tributato a Guelfo da parte di sua figlia Marialina e dei tanti nipoti e pronipoti del capostipite dell'impero Marcucci: "Una persona che guardava sempre avanti, e che aveva realizzato i suoi sogni di avere una famiglia felice al quale affidare un futuro tranquillo - ha affermato Marialina leggendo una lettera aperta -. Era un grande ritardatario, ma gli si perdonava tutto perché era un imprenditore nato, e ogni opportunità di finanziamenti diventata l'occasione per una nuova impresa". Don Stefano Serafini lo conosceva da pochi anni, ma lo ricorda bene: “Siamo tutti consapevoli – ha detto nella sua omelia – di quanto Guelfo abbia saputo fare per questa valle. Per tante famiglie di questo territorio che con lui hanno condiviso tanti momenti di vita. Dobbiamo rivolgere un ringraziamento al signore per quanto attraverso Guelfo ogni persona ha potuto ricevere”. La salma è stata tumulata nella cappella di famiglia nel cimitero di Castelvecchio. E ieri, ufficialmente, si è chiuso un glorioso capitolo della storia recente della Valle. (Nicola Bellanova)
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