Sicurezza
Furto di fucili due uomini finiscono a processo
LUCCA. Si terrà martedì 15 dicembre di fronte al collegio giudicante presieduto da Stefano Billet il processo sul furto di fucili avvenuto nel luglio 2013 nell'abitazione di un imprenditore in via...
LUCCA. Si terrà martedì 15 dicembre di fronte al collegio giudicante presieduto da Stefano Billet il processo sul furto di fucili avvenuto nel luglio 2013 nell'abitazione di un imprenditore in via dei Capannoresi a San Cassiano a Vico. Sul banco degli imputati Lazhar Zouaoui, 46 anni, marocchino, da tempo residente in Italia e Francesco Benevento, 60 anni, originario di Cirò Marina.
Stando all'accusa avrebbero ideato e compiuto un furto di alcuni monili, di 29 fucili di caccia e da collezione e di una pistola 7,65, armi rinvenute poco tempo dopo dai carabinieri nel garage adiacente all'abitazione di Zouaoui che risiede a Ponsacco. L'inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Salvatore Giannino e condotta dai carabinieri della stazione di Borgo Giannotti, grazie a una testimonianza che aveva notato una Citroen C3 nella zona dove venne messo a segno il colpo portò gli inquirenti verso il territorio pisano. Dal numero di targa i militari risalirono a Gabriela Giorgi, 50 anni, titolare di un ristorante dove Zouaoui era occupato come collaboratore familiare. I carabinieri controllarono la sua abitazione e poi, con l'autorizzazione della procura di Pisa, perquisirono il garage adiacente dove trovarono i 29 fucili e la refurtiva. La donna e l'immigrato furono arrestati.
Ma pochi giorni dopo la posizione di Gabriela Giorgi venne chiarita dopo essere stata ascoltata dall'autorità giudiziaria. Lei con il furto dei fucili e dei gioielli non c'entrava niente, e non è stata quindi rinviata a giudizio come invece erroneamente riportato nell'edizione del 10 ottobre scorso (ce ne scusiamo con l'interessata e con i lettori). Non sapeva che qualcuno, per l'accusa il compagno assieme ad almeno un complice, aveva nascosto le armi rubate a San Cassiano a Vico nel garage annesso alla sua abitazione e che era stata utilizzata anche la sua macchina notata poco prima del furto in Lucchesia.
Lo stesso pubblico ministero Giannino qualche giorno dopo l'arresto chiese nei confronti di Gabriela Giorgi l'archiviazione del procedimento non sussistendo elementi di colpevolezza a suo carico e trasmise gli atti al gip. Anche la misura restrittiva decadde con tante scuse da parte dei militari dell'Arma che avevano operato la perquisizione e sequestrato i fucili rinvenuti nel garage. In quel frangente - 9 luglio 2013 - i carabinieri, la procura o il legale della donna arrestata diedero la notizia dell'estraneità ai fatti della donna e della decadenza dell'arresto. Nel proseguo dell'indagine furono incriminate altre due persone vicine all'immigrato. Francesco Benevento e Franco Catalano. Il primo, difeso dall'avvocato Bulleri, è stato accusato degli stessi reati di Zouaoui mentre il secondo è stato prosciolto dal gip Nerucci nell'udienza preliminare perché non era emersa con chiarezza la sua partecipazione al furto.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
