Attenzione
E la Valle si ritrova senza il suo “re”
Tristezza per la scomparsa del patriarca. Il sindaco di Barga Marco Bonini: «Ha portato sviluppo e benessere»
BARGA. Un imprenditore vecchio stampo, umano e con visione anche culturale dell'azienda e dei contesti sociali. Così, chi è stato vicino per anni a Guelfo Marcucci, ricorda il fondatore dell'impero economico che spazia dal turismo alla farmaceutica, alle costruzioni e senza contare gli investimenti nello Scatolificio Corsonna e altre aziende locali. Un uomo che ha creato tanti posti di lavoro, ma soprattutto ha creato uno spirito che, complici anche i ritmi odierni, è andato perso.
E oggi pomeriggio, nel cimitero di Castelvecchio Pascoli, nella sua Castelvecchio, saranno davvero in tanti a dare l'ultimo saluto al loro amico, prima che datore di lavoro. Il sindaco Marco Bonini, castelvecchiese doc e dipendente della Kedrion, ha lanciato un messaggio ufficiale intenso: «La scomparsa di Guelfo Marcucci rappresenta una grande perdita non solo per il nostro comune, ma indubbiamente anche per l’intera Valle del Serchio. È stato un imprenditore lungimirante e infaticabile, faceva parte di quella generazione di uomini attivi che hanno sviluppato e arricchito il nostro Paese. Non si è mai distratto, ha saputo cogliere e creare occasioni che hanno portato sviluppo e benessere all’intero territorio. Una attività con tante sfaccettature, la sua: l’impegno prima nel turismo, con il complesso Il Ciocco, poi la televisione e le aziende farmaceutiche. Marcucci è sempre stato un uomo molto avanti nelle sue scelte, ha saputo vedere oltre la realtà del momento, compiendo scelte, anche coraggiose, che hanno significato e significano molto per tutti e per la vita di migliaia di famiglie della Valle. Un ricordo anche come uomo, per le sue doti personali di civiltà e attenzione, per il suo amore verso la cultura. A lui dobbiamo la nascita della Fondazione Giovanni Pascoli, nella quale in questi ultimi anni ricopriva il ruolo di presidente onorario. Ha sempre creduto che anche qui esistesse una ricchezza importante che andasse divulgata e fatta conoscere ai più. Con passione ha sostenuto la Fondazione Pascoli, sodalizio che oggi ancora di più ci ricorda e ci ricorderà il suo amore per la Cultura. Gli dobbiamo un ringraziamento commosso per quanto ha saputo far nascere e crescere».
E Guelfo Marcucci fu, assieme al maestro Luigi Roni, uno dei fondatori e ideatori del festival lirico “Il Serchio delle Muse”, promosso dall'omonima associazione culturale: «Un uomo di grande cultura, come sua moglie Iole - esordisce il famoso basso originario di Calomini -. Fu lui a scegliere il nome del festival, ed era il primo a partire dal Ciocco per seguire tutti i concerti e le iniziative, dandoci sempre una mano. Avrei tanti aneddoti da raccontare, ma ricordo sempre il suo spronarmi a far sì che anche in Valle del Serchio arrivasse la grande lirica, per colmare le distanze con la città. Grande affetto per un uomo che ha dato tanto alla Valle. Ho perso un amico, e tanti ora capiranno la sua assenza».
Mario Nesi, è stato per quarant'anni alle dipendenze del gruppo Marcucci, e ha visto praticamente nascere l'impero economico passato da anni in gestione ai figli: «Di Guelfo non posso altro che parlare bene. Io lo consideravo come un datore ma soprattutto un collega, perché era il primo a mettersi in gioco, lavorando insieme a noi sia nello scatolificio Corsonna che al Ciocco. Domani saremo in tanti al funerale a Castelvecchio, per dare un saluto ad un imprenditore vecchio stampo, che ha saputo essere umano con tutti. Ricordo che quando avevo bisogno di un favore o di un permesso, capiva le esigenze di ognuno, e noi le sue. Lo conosco dai primi anni '50 essendo originario di Albiano. Oggi abbiamo ho perso un amico».
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