Finanza
Unesco, delusione bis: altra bocciatura
Lucca è risultata fra le cinque escluse dal titolo di “Città creativa della musica”, a penalizzarla la mancanza di spazi e di un’imprenditoria di settore
LUCCA. Lucca resta ancora fuori dalla lista della “città della musica” designate dall'Unesco per il 2015. Anche il secondo tentativo consecutivo è andato a vuoto. Una bocciatura che è stavolta è ancora più amara, perché su quindici candidate nella categoria della musica ne sono state ammesse dieci, ben sette in più rispetto al 2014. Ma la città di Giacomo Puccini, nonostante fosse l'unica candidata italiana per questa categoria (Pesaro, città di Rossini, lo farà nel 2016), non ce l'ha fatta. Non è bastato fregiarsi del nome di Giacomo Puccini conosciuto in tutto il mondo e di una lunga tradizione musicale.
Il prestigioso riconoscimento è stato assegnato a tre mostri sacri nel campo della musica: Liverpool (Regno Unito), la città dei Beatles, Kingston (Giamaica), la culla del reggae e Bob Marley, e Salvador de Bahia, il paese del samba. Nell'elenco anche Adelaide (Australia), Idanha-a-Nova (Portogallo), Katowice (Polonia), Kinshasa (Repubblica democratica del Congo), Medellín (Colombia), Tongyeong (Repubblica di Corea) e Varanasi (India).
Inoltre il Comune e il sindaco Alessandro Tambellini, dopo la candidatura approvata all'unaminità dalla commissione nazionale italiana Unesco per entrare nella lista delle città creative si sono spesi in prima persona per accreditare la candidatura bis di Lucca. Dopo il viaggio a Parigi del capo di gabinetto Luca Galli presso la sede dell'Unesco, dal 2 al 7 dicembre la missione in Giappone ad Hamamatsu per il forum internazionale del network delle città creative per convincere la giuria. Dopo la prima bocciatura il dossier è stato rivisto e corretto, accogliendo anche suggerimenti e critiche, per ridare nuovo slancio alla candidatura.
Il verdetto però non ha premiato il progetto dell'amministrazione comunale che nel marzo del 2013, anche con un grosso sforzo economico, aveva ospitato il consiglio esecutivo del Board dell'Unesco e due star come Andrea Bocelli e Katia Ricciarelli. Certo, a questo giro per entrare nel network che riunisce città di trentadue paesi diversi. Lucca ha dovuto competere con città più importanti e dove la musica incide fortemente sull'economia della città. Si tratta pur sempre di città creative, dove quindi la creatività deve esprimersi in diversi modi. E' il caso della piccola Idanha-a-Nova, 12 mila, che ospita il famoso Boom Festival.
La creatività. Ed è questa una delle chiavi di lettura che hanno penalizzato la città di Lucca dove la musica ha un passato illustre (da Puccini a Boccherini) e festival importanti (su tutti il Summer Festival), ma senza un imprenditoria della musica e mancano anche spazi e strutture (non c'è ad esempio un auditorium o un live club). La capacità di valorizzare un patrimonio musicaele attraverso un tessuto creativo diffuso ed una progettualità capace di fare rete con le altre città creative. Un titolo che da molti è giudicato più di forma che di sostanza, ma che comunque dà prestigio, visto che l'hanno già ottenuto città come Torino e ieri anche Parma per la gastronomia e Roma nel cinema, che si aggiungono a Bologna e Fabriano. Lucca aveva già provato altre due volte ad essere riconosciuta dall'Unesco, prima nel 2006 con il sindaco Favilla per fare riconoscere il centro storico e le Mura patrimonio mondiale dell'umanità e poi come capitale dell'antica Via della Seta fino alla città della musica.
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