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La Fanciulla del West e il teatro del Giglio sbarcano oltreoceano
Nel 2017 il ritorno a casa per l’opera “americana” di Puccini con nove repliche nei teatri di New York e del North Carolina
LUCCA. Volano oltreoceano i progetti pucciniani del Teatro del Giglio per approdare a New York e nel North Carolina.
L’appuntamento è per il 2017 con la nuova produzione de “La fanciulla del West” che segna la prima tappa di un percorso di internazionalizzazione che guarda molto lontano. Un percorso iniziato in realtà già nel 2014 con la trasferta ungherese di “Napoli milionaria” al Bartòk Plus Opera Festival di Miskolc. Stavolta però saranno le melodie di Giacomo Puccini a volare oltre confine, con tutti i presupposti per un successo internazionale che parte dalla nostra città.
Artefici del progetto, per il quale sono già state avviate importanti trattative sotto il profilo economico, organizzativo e logistico, sono il direttore artistico del teatro lucchese Aldo Tarabella, Michael Capasso, direttore generale del New York City Opera e il direttore artistico e musicale dell’Opera Carolina James Meena.
Grazie alla passione per le musiche del più celebre compositore lucchese e spinti dal desiderio di costruire un progetto ambizioso intorno alle sue opere immortali, i tre artisti hanno deciso di fare le cose in grande, partendo da una fitta collaborazione in grado di far interagire realtà teatrali compatibili sia dal punto di vista produttivo che economico. Le premesse per centrare l’obiettivo ci sono tutte e presto dalle parole si passerà ai fatti, confermando l’impegno dei vertici teatrali interessati, per la realizzazione di una coproduzione degna dei palcoscenici più famosi del mondo che porta la firma di Ivan Stefanutti per la regia, le scene e i costumi.
A 105 anni dal debutto neworkese, andato in scena il 10 dicembre 1910, “La Fanciulla” torna dunque in America con un allestimento che profuma della città natale del suo compositore.
Alla “prima” prevista per il settembre 2017 seguiranno nove repliche nei Lincoln Center di New York, al Rose Theatre Jazz e Belk Theater di Charlotte, sede dell’Opera Carolina. Poi il rientro in Italia con due rappresentazioni, il 18 e 19 novembre, al Teatro del Giglio nell’ambito dell’ormai consolidato Puccini Days che, dichiara orgoglioso l’amministratore unico Stefano Ragghianti «a due anni dalla nascita, ha compiuto passi da gigante, richiamando un pubblico sempre più numeroso che ci consente di guardare al futuro con fiducia».
E poi via a una tournée nei migliori teatri italiani. Un ritorno a casa per l’opera “americana” di Giacomo Puccini, andata in scena per la prima volta a Lucca il 10 settembre 1911 alla presenza del Maestro.
Il quale aveva assistito personalmente anche alle repliche lucchesi di Edgar nel 1891, Manon Lescaut nel 1893, Bohème nel 1896, Tosca nel 1900 e Madama Butterfly nel 1907.
Il progetto in questione, oltre a dare lustro alla città, sarà l’inizio di un lungo viaggio che porterà il teatro lucchese ben oltre i confini locali.
Ne è certo il sindaco Alessandro Tambellini che ribadisce la necessità di dialogo tra diverse realtà artistiche «determinante per la crescita culturale di una città che da adesso intende concentrarsi maggiormente sul brand Puccini, il miglior veicolo promozionale della sua Lucca».
Ospiti illustri ieri alla presentazione dell’evento, insieme ai vertici dell’ente teatro. Michael Capasso e James Meena, arrivati direttamente dagli States con un bagaglio di entusiasmo per la nuova avventura artistica e il regista Ivan Stefanutti, munito dei bozzetti dei costumi di scena da lui stesso realizzati.
Con loro il direttore della rivista L’Opera Sabino Lenoci che seguirà passo passo l’evento sotto l’aspetto comunicativo e il neo sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari Claudio Orazi, il quale ha dichiarato la propria disponibilità a collaborare con il progetto «di interesse mondiale e molto appetibile dal punto di vista artistico».
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