Il dolore
Scoperto un esercito di “falsi” co.co.pro.
L’ispettorato del lavoro di Lucca ha trovato 340 para-subordinati utilizzati impropriamente: multe per 226.440 euro. Possibile la sanatoria
LUCCA. A fine anno cesseranno di esistere. Ma chi li ha utilizzati impropriamente fino a oggi rischia comunque una pesante sanzione. Parliamo dei cosiddetti lavoratori “para-subordinati”. La direzione territoriale dell'ispettorato del lavoro di Lucca, ha scoperto un esercito di “falsi” co.co.pro.: 340, per le precisione. 226.440 euro, invece, è la somma delle sanzioni elevate ai datori di lavoro per utilizzo improprio di queste tipologie contrattuali.
Veri e propri dipendenti. Giovani centralinisti dei call center, impiegati di studi professionali, commessi in bar e ristoranti, ecc. Tutti i casi scoperti riguardavano lavoratori con un contratto di collaborazione a progetto, un co.co.co. o un'altra sigla che rientra nella vasta galassia dei cosiddetti para-subordinati. Quelli, per intenderci, in cui il soggetto è formalmente autonomo rispetto al suo committente. O almeno dovrebbe esserlo. Perché in realtà questi lavoratori avevano rigidi orari di ingresso e uscita, mansioni ben precise, una postazione fissa, ecc. In pratica, erano veri e propri dipendenti, ma meno costosi e con zero tutele. I datori li avevano assunti con queste forme contrattuali allo scopo di risparmiare.
Non si tratta di casi isolati. Nel corso di quest'anno il personale ispettivo della direzione territoriale di Lucca e Massa Carrara, diretta dalla dottoressa Annamaria Venezia, nel solo territorio lucchese ha fatto 340 "riqualificazioni". Il grosso è stato effettuato in due call center di Lucca (200 casi), mentre il resto ha riguardato le attività manifatturiere (9 casi), gli studi professionali di geometri e architetti (11 casi) e i cantieri edili (35 casi), anche se in quest’ultimo caso si è trattato di scoprire “finti artigiani”, una fattispecie leggermente diversa.
Niente più co.co.pro. Il 2015 è stato un anno fondamentale in tema di riordino dei rapporti di lavoro. Per effetto del Jobs act, a partire dal 25 giugno non è stato più possibile stipulare contratti di collaborazione coordinata a continuativa. Dal 1° gennaio 2016, inoltre, i contratti a progetto e molte altre tipologie di lavoro para-subordinato saranno considerate come lavoro subordinato (fatte salve una serie di ipotesi espressamente previste), qualora si concretizzino in prestazioni esclusivamente personali, continuative e organizzate dal committente rispetto al luogo e all'orario di lavoro.
Per agevolare le trasformazioni e favorire la stabilizzazione dell’occupazione, i committenti di contratti a progetto tuttora in corso, possono procedere alla sostituzione con contratti di lavoro subordinato entro il 31 dicembre: in questo caso potranno beneficiare di uno sgravio contributivo fino a 8.060 euro per i successivi 3 anni. Tutto ciò però non garantisce loro l'estinzione degli illeciti contributivi, amministrativi e fiscali rispetto al periodo precedente. In pratica, se l’Ispettorato del lavoro fa un controllo e scopre che prima di essere trasformato” il lavoratore a progetto era utilizzato in maniera impropria, scatta la sanzione. Un’ipotesi che non appare poi così remota, tutt’altro.
La sanatoria. Per evitare guai i datori di lavoro hanno un’altra possibilità. Dal 1° gennaio, trasformando un contratto di collaborazione a progetto, (ma anche una partita Iva) in un contratto subordinato a tempo indeterminato beneficeranno dell'estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all'utilizzo errato della collaborazione. La sanatoria richiede che il dipendente sottoscriva un accordo con cui rinuncia a eventuali pretese nei confronti del datore di lavoro per il passato, mentre quest'ultimo non potrà licenziarlo prima di 12 mesi. Il processo di stabilizzazione è già in atto. Ad oggi, gli accordi sottoscritti sono 88: 23 davanti la commissione di conciliazione, gli altri 65 stipulati in sede sindacale.
Chi opta per questa strada, però, rinuncia allo sgravio contributivo previsto per le trasformazioni effettuate entro il 31 dicembre. Insomma, si tratta di scegliere tra gli sgravi e il rischio multe. Il tempo stringe.
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