Il Tirreno

Lucca

Registro delle unioni civili approvato a Fosciandora

di Luca Dini

Il piccolo Comune è il primo della Garfagnana a fare questo passo Basterà presentarsi all’ufficio di stato civile per ottenere i benefici

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FOSCIANDORA. A Fosciandora nasce il regolamento delle unioni civili. Nell’ultimo consiglio comunale il piccolo comune garfagnino ha ottenuto un primato: è infatti il primo comune della Garfagnana ed il terzo in provincia di Lucca, ad aver approvato un regolamento sulle Unioni Civili. La proposta della minoranza Alternativa e Costituzione ha trovato, infatti, il favore della maggioranza ed è stata approvata con otto voti favorevoli e due astenuti, su dieci presenti e votanti. Tale regolamento definisce unione civile il rapporto tra due persone maggiorenni che, indipendentemente dal genere e dall'orientamento sessuale, non siano legate tra loro da vincoli giuridici (matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, curatela) e che ne abbiano chiesto la registrazione amministrativa presso il comune. Presso l’ufficio anagrafe e stato civili sarà a breve possibile registrarsi, come componenti una unione civile se entrambi i richiedenti abbiano la residenza anagrafica nel comune, la convivenza anagrafica da almeno 6 mesi e tra loro manchino rapporti giuridici quali matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela, curatela.

L’iscrizione donerà quindi alle coppie, pari dignità ed uguaglianza all’interno del territorio comunale, per cui potrebbero a parità delle coppie sposate, richiedere eventuali benefici in base all’Isee, o ogni altro tipo di intervento sociale che il comune mette e metterà a disposizione delle famiglie e questo proprio, perché all’interno del comune chi si iscriverà nel registro sarà equiparato al parente prossimo del soggetto con cui si è iscritto ai fini della possibilità di assistenza.

«È un passo importantissimo – dichiara il gruppo Alternativa e Costituzione per Fosciandora in una nota – in un comune davvero democratico, non possono coesistere cittadini di serie A e cittadini di serie B. Rispettiamo ed amiamo la nostra Costituzione, il testo del Regolamento riconosce e rispetta la differenza tra le unioni civili, come formazioni sociali e la famiglia. Ciò non significa però, che vediamo con favore le differenze sociali, economiche, morali presenti nella nostra burocrazia né tantomeno le esternazioni omofobiche di molti esponenti politici e di alcuni esponenti religiosi, anche locali. Vogliamo togliere gli impedimenti presenti nella burocrazia locale che rendono alcuni cittadini di serie B. Nasciamo tutti uguali, nasciamo liberi e con pari dignità sociale, dobbiamo essere tutti considerati “solo” cittadini, senza serie. Auspichiamo che molti altri seguano il nostro esempio, un esempio anche di cooperazione con la maggioranza, affinché anche negli altri territori si possa finalmente riconoscere la piena dignità sociale dell’essere umano».

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