Gioco
«La generazione dei precari non teme di sporcarsi le mani»
LUCCA. Dalle serate di lirica all’immondizia, da Shakespeare all’indifferenziato. Sara Bertoncini, 30 anni, lucchese e laureata in scienze del Turismo, è una delle “maschere” del Giglio che si è...
LUCCA. Dalle serate di lirica all’immondizia, da Shakespeare all’indifferenziato. Sara Bertoncini, 30 anni, lucchese e laureata in scienze del Turismo, è una delle “maschere” del Giglio che si è prestata al “lavoro sporco”: distribuire i bidoncini hi-tech alla cittadinanza. «Francamente non ci vedo niente di male – dice – Per la generazione dei precari, a cui io appartengo, avere un'opportunità di lavoro non è cosa di tutti i giorni. Quando mi è stato proposto mi sono subito fatta avanti».
Come “maschera” le occasioni di lavoro al teatro non sono moltissime: «Dipende dalle stagioni – spiega Sara – In estate facciamo anche zero turni al mese, mentre d’inverno, quando le cose vanno bene, lavoriamo 2-3 volte a settimana. È chiaro che lo stipendio è basso e molti di noi, fanno anche altre cose per mantenersi».
Trentenni con una passione per il teatro, studi universitari alle spalle (o ancora in corso) e nessuna paura di fare i lavori che passa il convento, pur di mettere insieme uno stipendio vero. «Credo che non si possa fare altrimenti – dice – Per quanto mi riguarda non mi tiro mai indietro: sono abituata a lavorare sia il 31 dicembre che il primo dell’anno, quando le persone “normali” stanno a casa con le famiglie. Il lavoro con Sistema ambiente è già terminato, ma è stato ben fatto, mi pare. Abbiamo distribuito i bidoncini all’ex circoscrizione di San Vito, poi ci siamo spostati in biblioteca a San Concordio, al circolo le Vele a San Donato e infine al circolo Arci di Sant’Anna. Quanto ci ha fruttato? Non so dirlo con precisione, perché ci è stato pagato assieme alle serate da “maschera”. Non molto ma comunque sono soldi che fanno comodo. La passione per il teatro? Tutti noi l’abbiamo altrimenti non graviteremmo intorno al Giglio. Ma – scherza – ai cittadini che venivano a ritirare i bidoncini non abbiamo recitato niente».
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