Il Tirreno

Lucca

I bidoni dei rifiuti? Li distribuisce il Giglio

di Gianni Parrini
I bidoni dei rifiuti? Li distribuisce il Giglio

Sistema ambiente affida l’incarico al personale dello stabile. M5S presenta un’interrogazione. Ferrucci: “Nessuna vergogna”

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LUCCA. Teatro e rifiuti. No, non siamo di fronte all’ardita scelta drammaturgica di un regista dell’avanguardia, bensì all’insolito sodalizio tra il Giglio, tempio della cultura cittadina, e Sistema ambiente, la società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dell’immondizia. Nella sorpresa generale il teatro di Lucca ha vinto l’affidamento per la distribuzione dei bidoncini hi-tech destinati alla raccolta dell’indifferenziato nelle circoscrizioni 2, 3, 4 e 7. I nuovi raccoglitori, dotati di un bar code, sono stati distribuiti ai cittadini dal personale del Giglio. Apriti cielo.

A sollevare il caso è la capogruppo del Movimento 5 Stelle Maria Chiara Giorgi, che sul tema ha presentato un’interpellanza: «Al di là di ogni altra considerazione – spiega in una nota – ci stupisce e ci preoccupa l'abbinamento "Teatro del Giglio-Rifiuti urbani". Non riusciamo a digerire il fatto che un'istituzione culturale si occupi anche del pattume. Forse la distribuzione dei mastelli rientra tra le attività di rilancio dell'attività culturale del teatro su cui l'amministrazione si è impegnata?». In effetti, l’accostamento pare ardito e la questione posta da Giorgi (come si giustifica l’affidamento?), non è campata in aria.

Ci siamo rivolti ai diretti interessati per capirne di più. «Nessun mistero – spiega Roberto Paolini, direttore di Sistema ambiente –. Dovevamo distribuire i nuovi bidoncini e avevamo bisogno di persone sveglie e capaci di usare i computer per verificare che gli utenti fossero registrati sulla nostra banca dati. Abbiamo fatto un’interpellanza commerciale e l’abbiamo inviata a cinque ditte (l’affidamento è di circa 16.000 euro)». La documentazione è arrivata alla So&Co, alla cooperativa Morelli, alla Lucca Holding Servizi, alla cooperativa La Cometa e al Giglio «Il teatro? Contattarli è stata una nostra idea. Qui a Sistema ambiente abbiamo due ex dipendenti dello stabile e parlando con loro è emerso che i ragazzi che lavorano come “maschere” potessero essere adatti. Sono svegli, sanno usare il computer e gestire il pubblico». Il servizio è stato affidato sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che è risultata essere quella del teatro. Così, dal 15 settembre al 28 novembre, sei “maschere” che lavorano per il Giglio con contratti a chiamata, si sono adoperate per la distribuzione dei bidoncini. «Intendiamoci – spiega Paolini – Non andavano a casa delle persone, semplicemente li distribuivano nei presidi che abbiamo aperto per alcuni giorni a settimana a San Vito, San Donato, Sant’Anna e San Concordio. Ci siamo trovati bene e nessuno ha avuto da ridire».

Manrico Ferrucci, direttore del Giglio, difende la scelta. «Vergognarci? E di cosa? – sbotta – Se le istituzioni culturali vogliono avere un futuro non devono temere di sporcarsi le mani. Ovviamente non ci mettiamo sul mercato per servizi di questo genere, ma trattandosi di un’azienda partecipata dal Comune non ci è sembrato strano partecipare alla gara. In più – dice – abbiamo dato a ragazzi laureati che con noi lavorano saltuariamente, l’opportunità di fare qualche soldo in più. Un modo per fidelizzarli a questa struttura, che se vuole avere un futuro non può certo fare a meno dei giovani. Fini di lucro? Non scherziamo. I nostri introiti sono stati minimi e serviranno a gravare meno sul bilancio del Comune. Di certo non abbiamo sottratto un grammo alle attività culturali del teatro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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