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Lucca

Manifattura, FI attacca «Cittadini presi in giro»

Manifattura, FI attacca «Cittadini presi in giro»

Il presidente del gruppo Martinelli e l’ex assessore comunale Chiari si scagliano contro la decisione dell’amministrazione di destinare poco spazio ai parcheggi

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LUCCA.

«Serve un grande parcheggio da almeno mille posti alla Manifattura Tabacchi».

Non ha dubbi Marco Martinelli, presidente del gruppo Forza Italia - Alternativa Civica Centrodestra, il quale sostiene apertamente che «gli annunci della giunta Tambellini, di realizzare parcheggi in quest'area, ma con un numero di posti molto limitato, rischia di diventare una beffa per i cittadini e i visitatori, dal momento che si prevede la possibilità, di inserire all'interno degli spazi della Manifattura, anche funzioni direzionali, che richiederanno di riservare posti per i propri dipendenti e clienti».

Martinelli infatti, fa riferimento a quanto sostenuto dal sindaco Tambellini, il quale ha dichiarato di aver avuto delle manifestazioni d’interesse da parte di privati disposti a occupare spazi importanti, non compresi nel progetto Piuss, della porzione dell’ex convento di San Domenico.

Per Martinelli quello della realizzazione di un parcheggio nell’area dell’ex Manifattura è sempre stato un cavallo di battaglia che ha portato avanti in questi anni, arrivando a far approvare, con voto bipartisan del consiglio comunale, un suo emendamento al documento di avvio del procedimento al piano strutturale, per favorirne la realizzazione.

Secondo il presidente del gruppo di Forza Italia-Alternativa Civica Centrodestra infatti, «questa zona della città è già in sofferenza, visto che è stata privata di un polmone importante per la sosta come il parcheggio della caserma Lorenzini». La capienza dunque è cruciale perché, «se dai posti che si prevede realizzare alla Manifattura - continua Martinelli - si dovranno togliere quelli che verranno riservati ai residenti, dal momento che il sindaco ha annunciato l'intenzione di liberare dalla sosta alcune piazze della città, quelli destinati alle funzioni che saranno inserite, si capisce chiaramente, che se non verrà costruito un parcheggio da almeno mille posti, rimarrà a disposizione della cittadinanza e dei visitatori solo “un pugno di mosche”».

Duro attacco anche da parte di Marco Chiari, ex assessore del Comune di Lucca, che contesta soprattutto la vendita di una parte dell’immobile alla Fondazione Cassa di Risparmio. «Quando circa un mese e mezzo fa scrissi che sulla ex Manifattura esistevano interessi di privati e che la Fondazione avrebbe ristrutturato l'immobile per darlo in locazione fui tacciato da qualcuno di fare delle sparate senza avere prove di quanto asserito e invece poi è emerso ciò che avevo annunciato tempo fa con riportati nomi della società che sarebbe interessata. Sia chiaro, ben venga la ristrutturazione di un immobile così importante per la città, ben venga il suo recupero e il suo successivo utilizzo, però mi chiedo e chiedo a chi di dovere che come al solito non risponderà, con quale criterio questa amministrazione intende vendere un fabbricato di così grande importanza per la città? Un assessore comunica che sarà realizzato un parcheggio a servizio della città e poi scopriamo, io già lo sapevo, che quei parcheggi saranno a uso esclusivo della società che prenderà in locazione quei locali. Si parla di circa 4000 metri quadrati con oltre 300 dipendenti più eventuali visitatori e allora perché prendere in giro i cittadini, i commercianti, i residenti?».

Sulla questione la Fondazione Crl non interviene. Ma poche settimane fa il presidente Arturo Lattanzi, in conferenza stampa, aveva spiegato che San Micheletto è «ovviamente interessata» alla Manifattura (e al Campo di Marte) in un’ottica di sviluppo del territorio. Ma non - aveva spiegato - per decidere la destinazione, compito del Comune. Dopo questo passaggio la Fondazione si era detta ben disponibile a sedere a un tavolo per sentire le necessità del territorio e decidere come intervenire: con un contributo o acquisendo lìimmobile a patrimonio. In questo secondo caso - aveva spiegato Lattanzi - «solo avendo prospettive di reddito».

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