Sicurezza
Lucca dice addio a Tonino Milite pittore e letterato
L’artista è morto all'età di 73 anni. Poco tempo fa era stato in città per la presentazione del libro di Domenico Manzione
LUCCA. «Fece da papà a me e ai miei fratelli portandoci fuori dalla notte». Mario Calabresi ricorda così in un tweet il pittore e poeta Tonino Milite, l’uomo che l’ha cresciuto e che ieri, all’età di 73 anni, è morto nella città dove abitava ormai da tempo, Milano. Nato a Tirana dove il padre era stato inviato per motivi di lavoro, Milite ha vissuto a lungo Lucca per poi trasferirsi negli anni ’70 nel capoluogo lombardo. Nel 1984 sposò Gemma Capra, vedova del commissario Luigi Calabresi. Con lei ha avuto un figlio, Huber e ha fatto da padre anche a Mario e ai suoi fratelli.
Era un artista molto quotato e nonostante avesse lasciato la nostra città da tanto tempo capitava spesso di trovarlo protagonista di eventi pubblici organizzati in Lucchesia.
Appena dieci giorni fa era stato proprio qui a Lucca per assistere alla presentazione dell'ultimo romanzo del sottosegretario agli Interni, Domenico Manzione ad opera di Mario Calabresi, attuale direttore della Stampa che prenderà le redini di Repubblica a gennaio. Molti ricordano con piacere anche una bella serata di tre anni fa al centro culturale Artemisia di Capannori dove l'allora sindaco Giorgio Del Ghingaro consegnò a Tonino Milite una targa come riconoscimento per aver promosso con le sue opere la cultura del territorio in molti paesi. Quella sera, al tavolo con Milite, c'era anche Mario Calabresi.
Creativo e con una grande capacità di far divertire i bambini, Milite era stato anche insegnante delle scuole elementari. Si è occupato molto di infanzia. Allievo del designer Bruno Munari, è stato l'inventore della bandiera Arcobaleno divenuta simbolo del movimento pacifista. «L'idea mi venne nel 1981, quando con Mario Calabresi andammo a una manifestazione per la pace - dichiarò in un’intervista a Repubblica nel 2008 - cercavamo una bandiera sotto la quale metterci, ma erano tutte diverse. Tornato a casa, ne disegnai una con l' arcobaleno». A tenere insieme le sue passioni artistiche, dalla pittura al design alla scultura, c’è sempre stata la poesia, che l’artista definì «la dimensione fondamentale», senza la quale «non si può fare nulla, né il panettiere né il presidente della Repubblica».
Poesie pubblicate da Mondadori in tre raccolte e proprio da uno dei suoi versi "spingendo la notte più in là", Mario Calabresi ha tratto il titolo del suo libro autobiografico.
Federica Scintu
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