Il Tirreno

Lucca

Gruppi di ragazzini “padroni” della zona di Porta San Pietro

di Luigi Spinosi
Gruppi di ragazzini “padroni” della zona di Porta San Pietro

Si ritrovano all’imbrunire e spadroneggiano nell’area e per fare più paura c’è anche chi grida “Allah è grande”

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LUCCA. Ieri, nel tardo pomeriggio, un po’ di forze dell’ordine c’erano. Una volante della polizia a lampeggianti accesi – con evidente scopo dissuasivo verso eventuali malintenzionati – che si muoveva nella zona di Porta San Pietro. Un’auto della polizia municipale era invece ferma in piazza del Giglio. Forse poco, forse tardi, se vogliamo sposare la tesi del “non va mai bene niente”, ma forse anche la sola loro presenza può bastare a tenere a bada qualche balordo, anche perché, da queste parti, di scapestrati non mancano.

In cronaca, negli ultimi tempi, la zona di Porta San Pietro ci è finita spesso, anche troppo. Accoltellamenti, aggressioni e, nell’ultimo fine settimana, anche risse e una rapina. Il caso del ragazzo pestato in piazza Venti Settembre (quindi avvicinandosi al centro) nella notte tra sabato e domenica. La stessa notte in cui in corso Garibaldi, è stato rapinato il titolare del ristorante “Al Corso”. Un episodio quest’ultimo, che ha sollevato una decisa presa di posizione da parte di Confcommercio, della Commissione centro storico e del sindacato Fipe ristoratori Lucca della stessa associazione di categoria: «In primo luogo intendiamo esprimere piena solidarietà e vicinanza al titolare del ristorante "Al Corso" di corso Garibaldi, vittima di una rapina nella notte fra sabato e domenica. Sentimenti, i nostri, che rivolgiamo a lui, ma che valgono naturalmente anche per tutti gli altri imprenditori che siano stati a loro volta vittime in precedenza di furti o rapine. Azioni, queste, che destano paura e preoccupazione, e che ci confermano purtroppo come anche Lucca non sia più da tempo l'isola felice che è stata a lungo. Di questo dobbiamo prendere atto e agire di conseguenza: agli imprenditori che già non lo facciano, ad esempio, consigliamo di cambiare le loro abitudini, di non girare da soli in orario notturno, al momento in cui escono dalle rispettive attività e, se possibile, di non portare mai con loro tutto l'incasso della giornata assieme».

Ma quanto accaduto al ristoratore, per quanto grave, costituisce (si spera) un episodio a parte, un’eccezione rispetto a una “situazione standard” che, comunque, non è incoraggiante. A fare la rapina sono stati due adulti, in un colpo probabilmente studiato e poteva essere messo a segno qui come davanti a qualsiasi altro ristorante. Ma, accanto a quell’episodio, c’è un altro problema che, a detta dei residenti e dei commercianti rappresenta la quotidianità. Quello delle baby gang. Gruppetti di ragazzini, adolescenti o poco più, che spadroneggiano in quest’angolo di Lucca. Un problema confermato anche dalle ultime operazioni di polizia (vedi articolo in Lucca 1) e nella stessa nota di Confcommercio: «Di pari passo con il problema della criminalità c'è poi quello del bullismo, particolarmente sviluppato negli ultimi tempi nell'area attorno a Porta San Pietro, ma esistente anche in altre zone della città. A tale proposito, riteniamo che sarebbe forse necessario intensificare la presenza di agenti di polizia municipale a monitorare i movimenti di questi gruppi di ragazzi soprattutto nei giorni festivi e prefestivi e in orario tardo pomeridiano, che sono i momenti di punta, a sostegno naturalmente delle altre forze dell'ordine che già vigilano con attenzione e professionalità».

Sì, perché questi gruppetti («Stasera sono pochi – dice uno dei commercianti indicando una decina di ragazzi che si muovono assieme – ma a volte sono anche una trentina») si ritrovano quasi tutte le sere, dalle 17,30 alle 20, e, per quanto giovani, tutti assieme, possono incutere timore a incontrarli. «Molestano le persone – raccontano esercenti e residenti – chiedendo sigarette o spiccioli, urlano, fanno confusione, e poi ogni tanto ci scappa l’atto di vandalismo o la rissa».

Questi gruppi approfittano delle tante vie di fuga offerte da una città ricca di vicoli e vicoletti spesso poco illuminati, per fare un po’ quel che gli pare senza temere particolari conseguenze. E, per rafforzare il loro potere intimidatorio, «nelle ultime sere hanno cominciato a camminare urlando Allah è grande. Proprio così, in italiano, trattandosi di ragazzi di origine straniera ma nati e cresciuti in Italia». Ragazzi che probabilmente manco hanno letto il Corano, ma sanno che pronunciando quelle tre parole possono spaventare il prossimo, che poi è quello che vogliono.

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