Italia
«Siamo armati»: rapinato dell’incasso davanti al suo locale
Minacce al titolare del ristorante Al Corso in via Garibaldi. I malviventi lo hanno aspettato alla chiusura per derubarlo
LUCCA. Finalmente rilassato dopo una serata di duro lavoro, gli ultimi ritocchi fuori dal locale prima di chiudere e tornare a casa dalla propria famiglia, ed ecco che la tranquillità si trasforma in terrore, in pochi attimi.
È successo la scorsa notte, non in una qualche periferia degradata, ma in corso Garibaldi, dentro le mura, a due passi da piazza Napoleone e dal centro di Lucca. Qui, davanti al suo locale, è stato rapinato Andrea Fasiello, giovane titolare del ristorante Al Corso.
«Erano passate le due di notte da pochi minuti – racconta Fasiello –, il ristorante era già chiuso e il personale era già andato tutto via. Stavo facendo gli ultimi lavoretti, spazzando davanti al locale, quando si sono presentate queste due persone».
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Due uomini, jeans e giubbotto nero, uno alto sul metro e 75, l’alto un po’ di più. Le mani nelle tasche e il volto seminascosto, o, come si dice in gergo “travisato”, con un berretto trasformato in una sorta di passamontagna. «Avevano questo berretto, calato sul viso sin quasi alla bocca con due buchi all’altezza degli occhi – prosegue il ristoratore – mi si sono parati davanti e mi hanno detto “siamo armati dacci i soldi”. Dall’accento non erano italiani, mi sembravano dell’Europa dell’Est, probabilmente romeni».
In quel momento, alle 2 e passa di notte, senza nessuno in giro, la sola presenza fisica dei due figuri poteva bastare a intimorire chiunque, senza bisogno di mostrare le armi che dicevano di possedere. Ed è proprio ciò che è successo. «Avevano le mani in tasca – spiega Fasiello – e mi hanno detto che avevano un’arma. Non so se un coltello, una pistola o niente, ma mettetevi nei miei panni». Sì, perché da fuori può essere facile parlare, ma in una situazione del genere, armi o non armi, chiunque sarebbe stato preso dal terrore. Ed è quanto successo al ristoratore: «In quel momento non ci ho pensato un attimo, e ho dato loro tutto quello che avevo con me, e non era poco».
Sì, perché in quel momento Andrea Fasiello, ormai pronto per tornarsene a casa, aveva con sé l’incasso del sabato sera. Probabilmente i rapinatori avevano scelto quel momento per colpire contando appunto sul fatto che fosse la sera di massimo lavoro (e quindi di incasso), e i loro conti si sono rivelati giusti.
Quella di sabato infatti era stata una serata buona per gli incassi: «Devo ancora calcolare con esattezza quanto mi hanno portato via – spiega il ristoratore – ma, a occhio e croce, mi avranno portato via sui tremila euro».
Insomma una brutta botta, ma niente rispetto all’angoscia vissuta in quei momenti. I banditi, presi i soldi, se la sono data a gambe e al ristoratore, ancora sotto choc, non è rimasto altro da fare che dare l’allarme. A distanza di ore l’uomo è ancora incredulo per quanto gli è accaduto, «qui, dentro le mura». C’era stato, in passato, un precedente nella stessa strada, ai danni di un altro negoziante, ma mai avrebbe pensato di vivere lui stesso un episodio del genere.
Nel frattempo le forze dell’ordine hanno già avviato le prime indagini su quanto accaduto. In particolare si starebbero visionando i filmati delle varie telecamere presenti lungo la strada (in Corso Garibaldi vi sono diversi esercizi che possiedono un sistema di videoripresa) alla ricerca di eventuali indizi. Telecamere di cui il ristorante Al Corso al momento non è invece dotato, «ma adesso – conclude Fasiello – le metterò anch’io».
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