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Lucca

Pestato dal branco finisce in ospedale un ragazzo di 21 anni

Pestato dal branco finisce in ospedale un ragazzo di 21 anni

Albanesi lo circondano e gli rompono una bottiglia in testa L’episodio di violenza nella notte in piazza XX settembre

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LUCCA. Con i cocci di una bottiglia gli hanno aperto la testa provocandogli un taglio di diversi centimetri. Conseguenza di una guerra per bande composte da extracomunitari e da qualche italiano che nella notte tra sabato e domenica hanno imperversato nel centro storico. Accade alle 2 in piazza XX settembre fuori da un bar dove almeno cinque-sei giovani albanesi di età compresa tra i 18 e i 25 anni circondano e pestano un immigrato di 21 anni di origini marocchine. Che alla fine viene, dopo essere stato medicato da un’ambulanza che arriva a sirene spiegate attraversando piazza San Giusto, trasferito al pronto soccorso. La prognosi è di 7 giorni.

La movida e i futili motivi. Dopo l’una la movida lucchese lascia il proscenio a un gang di teppisti che scatenano la loro violenza per futili motivi. Vecchi rancori, dissapori legati a sguardi languidi oppure ammiccanti e maliziosi nei confronti di ragazze già impegnate. Una situazione che è figlia di quanto accaduto in Media Valle con due dancing - Jojo e Wild - chiusi temporaneamente per alcuni giorni con un provvedimento del questore in base articolo 100 del Tulps. Chiusure momentanee con finalità di prevenzione vista la pericolosità dei soggetti che frequentano quei luoghi. Alle 2 della notte tra sabato e domenica scatta la caccia al nordafricano. Perché quando i due gruppi di teppisti - da una parte giovani albanesi e qualche italiano - dall’altra magrebini si trovano uno di fronte all’altro raramente si accende la miccia. Quando trovano un elemento della fazione opposta da solo allora il branco agisce senza pietà. Nella circostanza è il marocchino di 21 anni ad aver la peggio a colpi di bottiglie rotte. Accerchiato e percosso senza tanti complimenti. Ma qualcuno, forse il titolare di un locale lì vicino o forse un passante, prima che accada il peggio chiama con il cellulare il 112. E una pattuglia del radiomobile dei carabinieri arriva a tempo di record. Ma troppo tardi per fermare gli aggressori che, nel frattempo, se la sono data a gambe levate facendo perdere le loro tracce.

Le indagini. Preoccupa e non poco l’escalation di violenza tra giovani e giovanissimi. Che avviene sia di giorno che di notte, sia in centro che in periferia in maniera quasi costante. È il sintomo inequivocabile di un profondo disagio che va combattuto sia con la prevenzione, ma anche - come in questi casi - con una repressione che funga da monito per chi compie azioni di teppismo e di vandalismo e scatena la violenza seminando la paura. I carabinieri in piazza XX settembre hanno identificato alcune persone. E forse conoscono il nome di qualche aggressore. Attraverso le telecamere infatti potrebbe arrivare qualche informazione in più. Mentre è difficile che la vittima della violenza faccia il nome di coloro che l’hanno mandato in ospedale. Vige un senso di omertà condito da qualche bicchiere di troppo. Perché chi agisce solitamente ha fatto uso di alcol o di sostanze proibite.

Luca Tronchetti

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