Sicurezza
Il barista coraggioso fa arrestare i ladri
Vede le telecamere oscurate con la schiuma e chiama il 112. Operazione dei carabinieri: tre uomini in manette
LUCCA. Restano in carcere. Almeno sino all’8 gennaio quando si svolgerà l’udienza dibattimentale di fronte a un nuovo giudice. Lo ha deciso il presidente della sezione penale del tribunale Gerardo Boragine al termine dell’udienza di convalida protrattasi sino alle 13,30 di ieri. I tre albanesi arrestati in flagranza di reato dai carabinieri del radiomobile (la pattuglia, nonostante il turno smontante, è rimasta ugualmente a sorvegliare il bar dimostrando un alto senso del dovere) con l’ausilio della stazione di Lammari sono tutti senza un regolare permesso di soggiorno. Si tratta di Andon Muca, 32 anni, senza fissa dimora; Xhulio Maliqi, 19 anni, precedenti di polizia, domiciliato a Porcari e Klejton Ternici, 24 anni, che risulta abitare in viale Regina Margherita a Viareggio. In pratica lungo la Passeggiata.
L’accusa. I primi due sono entrati all’una e mezzo di notte nel Caffè Le Ville, l’altro - che fungeva da palo - invece è stato bloccato a piedi da una pattuglia poco più avanti accanto al distributore di benzina sul viale Europa. Il sostituto procuratore Piero Capizzoto ha formulato un capo d’imputazione molto articolato e convincente: tentata rapina impropria aggravata, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale (relativamente al malvivente che ha ferito il militare nel tentativo di fuggire) e ricettazione legata al furto commesso il primo dicembre a Cascina di una Fiat Grande Punto Abarth con cui la gang è piombata a Lammari e che adesso è stata restituita al legittimo proprietario. Un impianto accusatorio che ha portato alla convalida dell’arresto con i legali dei tre imputati - uno solo di fiducia, gli altri d’ufficio - che hanno chiesto i termini a difesa.
I fatti. Questi arresti sono il frutto dei servizi finalizzati alla lotta ai reati di tipo predatorio che carabinieri e polizia - sotto l’egida della procura della Repubblica - stanno cercando di combattere a salvaguardia della cittadinanza. La Piana è il territorio più colpito da questi continui raid di bande organizzate. Da Camigliano a Lammari passando per Segromigno e San Colombano ci sono state rapine e furti in serie.
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La forza della sinergia. Erano le 19,30 di venerdì sera quando Alessio Biagi, gestore del bar Caffé le Ville ha avvertito la centrale operativa. Una pattuglia del radiomobile è arrivata sul posto e il commerciante ha indicato i sensori oscurati o scardinati. «Anche le altre volte avevano fatto gli stessi danni e fecero il furto nella notte tra venerdì e sabato». Di comune accordo hanno preparato una trappola. Alessio Biagi ha finto di chiudere il locale e invece è tornato, ma con un’altra vettura proprio per indurre i malviventi ad agire pensando che il proprietario del bar non ci fosse. Invece si era nascosto assieme ai militari. E l’attesa ha dato buoni frutti. I ladri sono arrivati verso l’una e si sono introdotti dalla porta sul retro dove ci sono le macchinette videopoker utilizzando gli arnesi di scasso poi sequestrati con cesoie, guanti e piede di porco trovati nella Grande Punto rubata. I due malviventi hanno fatto in tempo a sventrare una slot machine quando i carabinieri del radiomobile hanno fatto irruzione nel locale passando, con le chiavi, dalla porta principale. Uno di loro per scappare ha aggredito uno dei militari che nella colluttazione ha riportato lesioni guaribili in una settimana. Il palo è stato catturato fuori dal locale vicino a un distributore. In corso accertamenti per appurare se possano esserci o meno collegamenti con episodi recenti in esercizi pubblici o abitazioni della zona.
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