Finanza
«Picchiato e rapinato del cellulare»
Il racconto fornito agli investigatori dallo studente minorenne medicato al pronto soccorso e che accusa una gang di bulli
LUCCA. Una rapina commessa al termine dell’orario scolastico e costata al minorenne - oltre a calci e botte che lo hanno costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale San Luca - un telefonino cellulare. L’esposto-denuncia presentato ieri alla stazione dei carabinieri di Lucca Centro dallo studente minorenne accompagnato dal padre fa riferimento esplicito a una rapina compiuta ai suoi danni da tre baby bulli con la posizione di un quarto, un suo compagno di scuola, che è ancora al vaglio dei carabinieri per quanto riguarda l’aggressione. Non c’entrano, come sembrava in un primo momento, i soldi (uno-due euro) per comprare la merenda. Episodi di mini estorsioni riguarderebbero almeno un altro minorenne che frequenta le scuole cittadine. La vittima della baby gang - almeno a quanto sostengono a verbale il ragazzino e suo padre - avrebbe dovuto consegnare senza far storie il suo cellulare. E siccome ha provato a resistere lo hanno gettato a terra e dopo averlo colpito gli hanno portato via il telefonino. Soccorso da un’amico è stato portato in ospedale, medicato e dimesso. La prognosi è di quattro giorni per contusioni e ferite a un ginocchio.
Il racconto. Sono passate le 13,30 di mercoledì e il quindicenne che risiede nella periferia cittadina in bicicletta sta tornando a casa dopo essere uscito da scuola. All’altezza di piazzale Verdi lo chiama un compagno e gli dice di raggiungerlo poco distante. Il minorenne racconta ai carabinieri che dopo aver raggiunto l’amico è stato circondato da tre coetanei. Tutti minori di età compresa tra i 14 e 15 anni, tutti studenti di istituti cittadini e, gli pare di ricordare, due extracomunitari e un italiano. Per il denunciante, senza troppi giri di parole, quei tre gli avrebbero intimato di consegnargli il cellulare nuovo. Lui avrebbe cercato di allontanarsi in bicicletta, ma senza riuscirci. Anzi, stando al racconto fornito ai militari, i tre l’avrebbero fatto cadere a terra. E a quel punto gli avrebbero, stando al suo racconto, sferrato calci e pugni impossessandosi del telefonino e fuggendo rapidamente dal luogo dell’aggressione. Non è chiaro se anche l’amico che comunque lo avrebbe fatto cadere nella trappola ha contribuito o meno all’aggressione. Un campanello d’allarme tenuto in debita considerazione dalle istituzioni scolastiche che si sono allertate per capire meglio i contorni di una vicenda che adesso toccherà ai carabinieri verificare con la massima attenzione per risalire agli autori, alcuni dei quali conosciuti dalla vittima.
La difesa. L’avvocato di uno dei minori coinvolti nella vicenda sostiene che la dinamica dei fatti è ancora oggetto di ricostruzione. E invita a non dare per buona la denuncia dell'aggredito.
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