Gioco
Per vincere lo smog camion elettrici nel distretto cartario
Al via un progetto per una nuova movimentazione merci all’interno dell’area industriale e verso lo scalo del Frizzone
CAPANNORI. Arriva dal distretto cartario un esempio di come si possa operare per arrivare a una mobilità sostenibile, in grado di ridurre l'impatto sull'ambiente, attraverso una diminuzione delle emissioni l'inquinanti. Un sistema che prevede di usare camion e mezzi ecologici e modelli logistici per ridurre le emissioni inquinanti dei camion nel polo cartario più grande d'Europa. Un nuovo modo di pensare il trasporto più rispettoso dell'ambiente. È questo l'obiettivo del progetto Life Fri-Zon, presentato da Lucense all'Unione Europea lo scorso ottobre, per accedere ai finanziamenti previsti dal programma europeo Life. Un progetto di durata triennale (dal settembre 2016 all'agosto 2019) da 2 milioni di euro (il 60 per cento coperto dai finanziamenti europei), che può contare sul sostegno di Regione, Provincia e Comuni di Capannori e Lucca, Confindustria Lucca e Confartigianato Lucca. È il primo progetto di questo tipo in Europa, e il finanziamento chiesto all'Ue servirà per avviare la sperimentazione nel distretto che ospita 120 stabilimenti produttivi, distribuiti su un’area relativamente piccola di 750 chilometri quadrati, ma che assorbe un flusso complessivo di oltre 3.000 camion al giorno. Un via vai di mezzi pesanti che contribuiscono alla cattiva qualità dell'aria nella Piana di Lucca, dove si registrano livelli elevati di smog.
Si procederà quindi alla graduale sostituzione dei mezzi con camion elettrici a emissioni zero, con una flotta composta da tre diverse tipologie di veicoli, con una capacità di carico (di 5, 7 e 30 tonnellate), usati per le operazioni logistiche di breve distanza, all'interno del distretto e per gli spostamenti da e per lo scalo merci del Frizzone.
Mezzi quindi destinati al trasporto dei semilavorati, di bobine di carta, dalle cartiere agli stabilimenti di trasformazione. Veicoli utili alle movimentazioni tra le diverse aziende della filiera cartaria, inclusa la sub-fornitura.
Il progetto Fri-Zon, gioco di parole tra Frizzone e il termine inglese free-zone (che tradotto significa zona libera e la cui pronuncia ricorda appunto il nome della località), comprenderà l'installazione di stazioni di ricarica elettrica per i mezzi ecologici, con un risparmio anche sul carburante oltre che in termini di emissioni; la realizzazione di aree di sosta e lo sviluppo di una piattaforma dedicata all'utilizzo collaborativo della eco-flotta, alla gestione del servizio, alla pianificazione delle operazioni di ricarica e all'ottimizzazione dei carichi e dei percorsi.
Il nuovo scalo merci del Frizzone incentiva l'uso della rotaia per il trasporto merci sulla grande distanza, ma le aziende che hanno un tronchetto ferroviario sono ancora poche e il trasporto continua a essere concentrato sulla gomma. Pertanto è necessario trovare soluzioni innovative.
Oltre a Lucense, che è l'organismo di ricerca e soggetto gestore del polo di Innovazione Cartario della Regione, gli altri partner sono Avere, l'associazione europea per i veicoli elettrici, le industrie cartarie Delicarta, Lucart, Iveco, Global Logistics Service, Memex e Softeco. Il progetto è stato illustrato dal presidente della Provincia Luca Menesini, dall'assessore all'ambiente del Comune di Lucca Francesco Raspini, dal direttore generale di Lucense Enrico Fontana con il curatore del progetto Stefan Guerra, dal direttore dell'Assoindustriali Claudio Romiti e dal dirigente della logistica della Cartiera Lucchese Giovanni Illibato.
Con 120 stabilimenti produttivi, che generano un fatturato complessivo di circa 3 miliardi e 850 milioni di euro l'anno, con oltre 6.200 dipendenti e un indotto economico che si estende ai settori della meccanica, dell'impiantistica, dei trasporti e dell'Ict, il distretto industriale cartario lucchese è il più grande d'Europa, con le migliaia di camion che quotidianamente transitano da qui e che trasportano, ogni anno, un totale di circa 7,5 milioni di tonnellate di materie prime, semilavorati, prodotti finiti e sub-fornitura da e per le industrie del distretto e tra i diversi stabilimenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google