Il Tirreno

Lucca

«Va rivisto l’accordo Comune-Boccherini»

di Barbara Antoni
«Va rivisto l’accordo Comune-Boccherini»

Aut aut del sindaco all’istituto che costa oltre 2 milioni l’anno

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LUCCA. «La situazione in questi termini non può proseguire. Ci deve essere una ridefinizione degli accordi, sennò si dice che l’istituto Boccherini è del Comune».

Accalorato nel tono ma sobrio nei termini come è nel suo stile è il sindaco Alessandro Tambellini a pronunciare queste parole. Il tema, evidentemente, è il rapporto tra amministrazione comunale e istituto Boccherini, in particolare i soldi che l’amministrazione sborsa ogni anno per foraggiare per la gran parte dei costi dell’istituto.

Nel 2015, secondo le descrizioni del bilancio di previsione dell’istituto superiore di studi musicali, per sostenere l’attività del Boccherini saranno necessari 2.940.000 euro. Sul totale di entrate previste a pari copertura delle spese, 2.145.000 euro saranno a carico dell’amministrazione (voce che compare nelle previsioni di competenza, mentre quelle di cassa ammontano a 2.340.000, soldi che escono dalle casse municipali e quindi dalle tasche dei cittadini). Fra le altre entrate previste nel 2015 figurano 330.000 euro di tasse e contributi dagli studenti, 145.000 euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, 200.000 euro di trasferimenti dal ministero dell’Istruzione e della Ricerca, altrettanti dalla Regione Toscana.

In base agli accordi, finché l’istituto (già parificato alla statura di conservatorio) non verrà statalizzato (nel senso che sarà il ministero ad assumersi in toto l’onere economico della sua gestione) il Comune dovrà accollarsi il suo sostentamento. Seppure questo istituto per tipologia e utenza sia di quelli che nella norma non rientrano nelle competenze delle amministrazioni locali. «L’accordo ha delle anomalie: prefigura un istituto comunale di fatto ma statale di diritto - aggiunge il sindaco -. Ma comporta una spesa storica per il Comune: tutto quello che non danno la Regione, il Miur e le Fondazioni bancarie lo diamo noi. Per questo stiamo cercando di rivedere i termini dell’accordo. Il Comune può fare la sua parte e con discreta regolarità: ma siamo in attesa della statalizzazione e qualcosa deve cambiare. Ognuno deve fare la sua parte», sottolinea.

Non commenta invece Tambellini decisioni del consiglio di amministrazione del Boccherini circa premi una tantum elargiti ad alcuni dipendenti (risultanti da delibere del cda), circa il salario accessorio per i docenti previsto nella misura di 40 euro all’ora fino a 90 ore lavorate in un anno. O circa delibere del cda che riportano la messa in mora del Comune.

«Il Boccherini ha un suo consiglio di amministrazione e sta a questo organismo prendere le decisioni - dice secco Tambellini -. Quanto al Comune, abbiamo sempre onorato i pagamenti, al massimo con pochi giorni di ritardo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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