Il Tirreno

Lucca

Un presepe per la pace in comune a Porcari

Un presepe per la pace in comune a Porcari

PORCARI. Il presepe come simbolo di unità e di pace. Da Porcari arriva un messaggio significativo dopo le polemiche a livello nazionale se è opportuno o meno esporre simboli religiosi in scuole e...

2 MINUTI DI LETTURA





PORCARI. Il presepe come simbolo di unità e di pace. Da Porcari arriva un messaggio significativo dopo le polemiche a livello nazionale se è opportuno o meno esporre simboli religiosi in scuole e luoghi pubblici. Il sindaco Alberto Baccini ha voluto dare un segnale forte allestendo un presepe in sala consiliare: «Questa presenza nel palazzo comunale deve essere considerata come un messaggio che ha sicuramente valenza religiosa ma che, in questo caso, rappresenta un simbolo anche di laicità culturale e difesa di valori profondi che da sempre sono presenti nei cuori dei nostri concittadini».

Per il primo cittadino il presepe è sinonimo e simbolo di «pace, fratellanza, accoglienza e donazione, ed è per questo che abbiamo deciso di promuovere un’iniziativa dove ciascuno potrà far pervenire le proprie parole di pace».

Oltre all'allestimento del presepe in consiglio il Comune ha lanciato anche un concorso per chi invierà un messaggio di pace.  Chiunque, bambino o adulto, credente o non credente potrà lasciare il suo messaggio sotto il presepe e dopo le festività natalizie un'apposita giuria sarà chiamata a valutare quello che verrà ritenuto il più significativo. All'autore sarà consegnata dal Comune di Porcari la Torretta della Pace che viene quindi istituita per la prima volta. A collaborare per l'allestimento del presepe in sala consiliare è stata Paola Del Carlo che è anche la curatrice della mostra di presepi e diorami da lei curata che sarà aperta al pubblico da martedì fino al 10 gennaio a Porcari in via Sbarra 85.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze