Attenzione
Richiesta per completare i lavori nell’area dell’ex Centrolatte
A fare la domanda la società che ha in mano il blocco più piccolo, quello di 21 appartamenti Alla fine potrebbero essere acquistati dalla Regione ed utilizzati da Erp come case popolari
LUCCA. Qualcosa si muove per l’area dell’ex Centrolatte lungo la via Romana all’Arancio, dove da anni sono in costruzione tre grandi complessi per un totale di circa appartamenti. In particolare, è stata presentata in Comune la richiesta per proseguire nel completamento del blocco più piccolo, da ventuno appartamenti.
La situazione dell’area, infatti, è particolarmente complessa. Il blocco da 21 appartamenti è di proprietà della Romana Costruzioni, una società che faceva capo al gruppo fiorentino dei Tognozzi. Dopo che quest’ultimo ha fatto crac, tuttavia, la Romana è stata rilevata da alcuni imprenditori locali. Che ora intendono ripartire e completare l’opera, visto che lo stato di avanzamento dei lavori è assai avanzato.
Ma c’è qualcos’altro che rende probabile il raggiungimento dell’obiettivo. I venti appartamenti, infatti, sono stati inseriti dall’Erp nella lista degli immobili presentata alla Regione nell’ambito del progetto per acquisire l’invenduto. In sostanza, se arriverà l’ok da Firenze, i proprietari dovranno curare il completamento dei lavori, accatastare il tutto e poi lo cederanno alla Regione in cambio di una cifra intorno ai due milioni. Da quel momento gli appartamenti passeranno nella disponibilità dell’Erp che li potrà quindi utilizzare come case popolari. La Regione non ha ancora fatto conoscere la graduatoria definitiva, ma si spera che la riserva possa essere sciolta nelle prossime settimane.
Più complicata, molto più complicata, la vicenda che riguarda gli altri due blocchi da oltre ottanta appartamenti complessivi. Questi, infatti, sono di proprietà della società pistoiese Lucca investimenti, che è stata dichiarata fallita nel marzo dello scorso anno.
La procedura, al momento, non ha reso noto le sue decisioni su cosa ne sarà dell’immobile. Anche perché ci sono decine di famiglie che, nel corso degli anni, avevano versati anticipi (anche sostanziosi) per permettere il completamento dei lavori. Almeno fino al 2011. Quando è andata in crisi la società che aveva in appalto i lavori, la Coset: anch’essa pistoiese, era guidata da Umberto Fiori, patron anche della Lucca Investimenti. Imperfetto d’obbligo, vista che la Coset è stata dichiarata fallita, a sua volta, dal Tribunale di Pistoia, nel corso del 2012. Nel frattempo la Lucca Investimenti, rimasta senza ditta appaltatrice è entrata anch’essa in crisi, con le banche che hanno chiuso i rubinetti, dopo aver concordato all’inizio dell’“avventura” un muto da 9 milioni di euro. Che - pur sommati ai 4 milioni di acconti - non sono bastati a completare i lavori. (l.c.)
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