Sicurezza
Maxi evasione internazionale, calzaturificio lucchese nei guai
In cinque anni 18 milioni di euro di ricavi non dichiarati al fisco. L'azienda aveva aperto una sede secondaria in Tunisia con lo scopo di evadere le imposte
LUCCA. Ricavi non dichiarati al fisco per oltre 18 milioni di euro da parte di un calzaturificio lucchese che aveva un sede secondaria in Tunisia con lo scopo di evadere le imposte.
A scoprire il caso di evasione internazionale è stata la guardia di finanza di Lucca. L'amministratore della società è stato denunciato all'autorità giudiziaria con l'accusa di infedele dichiarazione. Inoltre, a garanzia della somma evasa, è stato disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di una somma di denaro pari a oltre 1 milione di euro, emersa dall’analisi dei diversi conti correnti intestati alla società.
Il meccanismo adottato dall’impresa lucchese è consistito nella creazione di una sede secondaria all’estero, corrispondente in termini tecnici a una vera e propria stabile organizzazione, per aggirare il fisco italiano ed ottenere un indebito risparmio d’imposta. Attraverso tale stratagemma, la società manifatturiera per anni ha evaso le tasse, grazie alla costituzione nello Stato africano, che garantisce alle società di export l’esenzione totale della tassazione per dieci anni, di una azienda di calzature dedita alla realizzazione di tomaie che, dopo essere state assemblate e rifinite a Lucca, venivano infine destinate alla rete della clientela, rappresentata da noti marchi del mercato del lusso, italiani ed esteri.
La società raggiunta dall’indagine svolta dal nucleo di polizia tributaria infatti, gestiva e controllava in realtà dal territorio lucchese tutte le decisive fasi contrattuali, produttive e commerciali, inclusa la selezione prima e l’assunzione poi del nuovo personale destinato alla sede tunisina. L’assenza di autonomia economico-contrattuale della struttura estera ha permesso di ricondurre nel territorio nazionale il reddito prodotto nello Stato africano che avrebbe dovuto essere dichiarato in Italia.
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