Sicurezza
Il rabbino della pace incontra gli studenti
Tanti ragazzi all’appuntamento con Jeremy Milgrom organizzato in sala Tobino
LUCCA. Si è svolto nella sala Mario Tobino della Provincia, l'incontro tra il rabbino Jeremy Milgrom, Massimo Toschi e gli studenti del Pertini, del Liceo delle Scienze Sociali e dell'Itis Ferrari di Borgo a Mozzano nell'ambito del progetto Scuola per la Pace della Provincia di Lucca. Milgrom vive in Israele dal 1968 ed è il fondatore dei movimenti "Religioni per la Pace" e "Rabbini per i Diritti Umani" che operano per il dialogo tra le diverse religioni e soprattutto tra israeliani e palestinesi.
«Sono rimasto positivamente colpito dalla partecipazione degli studenti a cui ho avuto occasione di parlare - afferma Milgrom - ai giovani lucchesi, ho cercato di spiegare aspetti culturali di ebrei e musulmani, sono convinto che la reciproca conoscenza sia un aspetto fondamentale per l'integrazione di culture diverse».
Poi la sorpresa nel vedere quanti ragazzi di fede musulmana facevano parte delle classi italiane: «Ho iniziato a spiegare cosa significasse il ramadan per i musulmani ma ho visto che molti studenti ne erano già a conoscenza in quanto musulmani o compagni di classe di musulmani. A questo punto la spiegazione è diventata un dialogo per la conoscenza reciproca».
Il rabbino ha poi raccontato le sue esperienze che lo hanno portato alla fondazione dei due movimenti: «Come ogni israeliano ho fatto il servizio militare nell'esercito per tre anni, nel '73 è scoppiata la guerra e ho visto morire molti commilitoni, un mio amico si è suicidato, poi è nato mio figlio ed è stato un evento che ha cambiato il mio modo di pensare e ho capito che il dialogo è la via per la convivenza».
Milgrom ha parlato anche della situazione attuale in Terra Santa dove è stata proclamata una nuova intifada: «Ora più che mai il dialogo è necessario ma la situazione è difficile, io per esempio sono solito andare nei Territori Palestinesi a visitare campi profughi e ho anche amici palestinesi ma adesso mi è impossibile passare il confine, infatti ci potrebbe essere qualche esaltato che non si farebbe sfuggire l'occasione di far fuori un ebreo. D'altra parte l'occupazione dei Territori da parte dei coloni israeliani esaspera gli arabi. Ora più che mai reputo indispensabile uno stato unico per ebrei e musulmani dove anche la componente araba abbia l’opportunità di partecipare alla vita pubblica».
Tommaso Bedini Crescimanni
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