Il Tirreno

Lucca

Casermette, lo sfratto c’è ma gli occupanti restano

di Barbara Antoni
Casermette, lo sfratto c’è ma gli occupanti restano

Hanno rispettato l’ingiunzione solo le associazioni Assoarma e Ulci. Tra un mese dovranno insediarsi i nuovi assegnatari

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LUCCA. Almeno sulla carta lo sfratto risulta esecutivo: il 30 novembre, la data indicata nella lettera recapitata a suo tempo agli assegnatari decaduti delle casermette (dopo il bando dell’Opera delle Mura) è trascorso. Ma solo due associazioni destinatarie di quella lettera ne hanno osservato il contenuto: l’Ulci (unione lucchese contro l’infarto) che se n’è andata dalla casermetta minore del San Colombano, e Assoarma dalla casermetta Croce.

Per il resto tutto rimane come se niente fosse, seppure il primo gennaio i nuovi assegnatari potranno prendere possesso dei locali ottenuti a seguito del bando. Nella casermetta San Martino, sede del centro anziani organizzato e gestito dall’associazione Amici delle Mura - presente nella lista nera degli sfrattati - addirittura gli anziani si stanno dando da fare per preparare come si deve le iniziative del periodo natalizio, e tanto per cominciare hanno decorato i vetri con Babbo Natale e fiocchi di neve adesivi, la porta con una doppia scritta di buone feste.

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Alle 12 di un mercoledì qualunque di quasi inverno (2 dicembre) la passeggiata delle Mura è un luogo silente, con le casermette tutte chiuse eccetto il castello di Porta San Donato sede dell’Opera delle Mura e dei suoi uffici e della casermetta maggiore del San Colombano, sede della Fondazione Puccini e del centro studi intitolato al Maestro, nonché del centro studi Boccherini. Anche qui c’è gente al lavoro.

Per il resto, silenzio e porte chiuse, servizi igienici per turisti inaccessibili. Chiuse le porte della casermetta San Salvatore, l’ex canile fresco di restauro con i soldi della Fondazione Crl che in blocco con l’ex Casa del Boia (anche questa ristrutturata) aspetta l’assegnazione definitiva alla cooperativa Sistema Museo di Perugia del progetto di allestimento del museo della Francigena e della foresteria. Gli stendardi alle finestre danno l’idea di vita nella casermetta San Pietro, sede dei Balestrieri con tanto di targa, che ogni sera vi si riuniscono. Chiusa la casermetta San Martino, sede dell’atelier Salotti: una di quelle dove lo sfratto è vigente, ma la collezione è ancora lì. Chiuso, evidentemente per l’ora, il castello di Porta Santa Maria, il cui assegnatario continua ad essere il Circolo del Bridge. Chiusa la casermetta San Frediano: lì la vita si svolge dal primo pomeriggio in poi: è qui che gli anziani stanno preparando le iniziative di Natale e la tombola per il 5 dicembre, intanto.

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Più avanti invece la casermetta Santa Croce è vuota perché da qui i carabinieri in congedo di Assoarma se ne sono andati, primi di tutti, indignati per il trattamento subito. Il giro procede: si incontra il castello di Porta San Donato, sede dell’Opera delle Mura, poi l’antica Zecca, fuori dal bando, perché vincolata da una convenzione speciale e ultradecennale alla vocazione museale (privata).

Sul baluardo San Paolino, chiusa la casermetta del Ciscu, in via di trasloco nei locali al secondo piano di porta San Donato Antica: per ora nessun segnale di dismissione. Chiuso il castello di Porta San Donato, sede dei Lucchesi nel Mondo, sulle cui pareti esterne ha inveito con scritte qualche vandalo di turno.

Il messaggio del cambiamento arriva da un foglio A3 attaccato alla porta della casermetta ex Ulci: «L’associazione, dovendo lasciare questo locale dopo vent’anni di disponibilità gratuita, cessa la propria attività sulle Mura, non avendo trovato in alternativa un locale da condividere. Per ulteriori chiarimenti chiamare il 338 5815538».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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