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Lucca

Vecchie fabbriche una mappa storica

di Paola Taddeucci
Vecchie fabbriche una mappa storica

LUCCA. Sulle tracce delle prime fabbriche, quelle che a cavallo tra il 1800 e il 1900 dettero avvio all'industrializzazione della Lucchesia, cambiandone radicalmente volto e vita. È quanto ha fatto...

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LUCCA. Sulle tracce delle prime fabbriche, quelle che a cavallo tra il 1800 e il 1900 dettero avvio all'industrializzazione della Lucchesia, cambiandone radicalmente volto e vita.

È quanto ha fatto dal 2013 un gruppo di ricercatori guidati da Francesco Petrini, ex dirigente scolastico e grande appassionato di storia locale.

Ne è scaturita una mappatura - corredata da quattrocento fotografie - di circa quaranta tra mulini, cartiere, filande, jutifici e altre fabbriche tessili.

La gran parte di questi opifici – oggi ne rimangono visibili una decina - sorse da Ponte a Moriano a Lucca, grazie alla possibilità di usare l'acqua del Condotto pubblico, che ancora oggi scorre lungo quel tratto, entra dentro le Mura e sbuca nel torrente Ozzeri: un'opera idraulica lunga tredici chilometri e realizzata nel XIV secolo sotto l'antica Repubblica di Lucca, i cui governanti furono tanto lungimiranti da sfruttare al massimo l'acqua del fiume Serchio, da cui il Condotto deriva.

Solo uno studio, destinato a rimanere su carta? Non è l'idea di Petrini e del suo gruppo. Né quella del sindaco Alessandro Tambellini, intervenuto alla presentazione del progetto che ha già incassato il sostegno della Fondazione Banca del Monte.

Tambellini, infatti, si è detto favorevole ad inserire il lavoro all'interno del futuro Museo della città – ex Must di palazzo Guinigi – allestendo una vera e propria sezione dedicata alle origini dell'industria lucchese. «Sempre che – precisa il sindaco – si riesca ad andare avanti con il progetto museale».

Ma questo è soltanto uno degli sbocchi pensati da Petrini & C. «Ho illustrato la ricerca al provveditore Donatella Buonriposi – spiega l'ideatore – per una diffusione nelle scuole. La nostra proposta è, poi, di allestire entro breve tempo una mostra in uno spazio pubblico: ovviamente l'ideale sarebbe un edificio di archeologia industriale. Infine vorremmo organizzare visite guidate lungo i tredici chilometri del Condotto, dove ci sono alcuni siti di grande interesse e importanza». Tra questi l'ex jutificio di Ponte a Moriano, il primo esempio di industrializzazione moderna in Luccheia che, con la sua apertura nel 1880, portò con sé tante trasformazioni urbanistiche sul territorio. «L'edificio – sottolinea Petrini – non è in buono stato e meriterebbe un vincolo della Soprintendenza, alla quale la richiesta è già stata inoltrata da tempo». La ricerca effettuata dal team – di cui fanno parte le ricercatrici Maria Virginia Paradisi e Chiara Mazzanti e la fotografa-web design Cinzia Ricci – ha consentito anche di entrare da vicino dentro le condizioni di vita e di lavoro di quei tempi. In particolare delle donne, manodopera prevalente nel settore tessile, e dei bambini, che venivano utilizzati in fabbrica a partire dai 9 anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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