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Lucca

La riforma del catasto è ancora un rebus

La riforma del catasto è ancora un rebus

Le nuove visure conterranno le superfici in metri quadri al lordo dei muri. Si rischia di pagare di più

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LUCCA. Novità in vista con la riforma del catasto: le nuove visure conterranno i metri quadri degli appartamenti. Tutto ciò andrà ad incidere sulle rendite catastali (riferimento per il calcolo delle tasse) che attualmente sono il risultato di un complicata operazione che prende in considerazione i vani, un’unità di misura vaga e che crea storture nella valutazione degli immobili.

Giorni fa l’Agenzia delle entrate ha annunciato che le visure catastali presenti nella sua banca dati e consultabili direttamente dal contribuente, saranno arricchite con i metri quadri. Ognuno può consultarle su Fisconline, anche se la procedura è complicata. Una novità utile sia ai fini commerciali che ai fini del calcolo delle tasse. Prima fra tutte l’imposta sui rifiuti, che dovrebbe essere la prima a risentire della novità: attualmente, ai fini della quantificazione si utilizza la superficie “calpestabile”, che è cosa ben diversa. È il cittadino che la comunica direttamente al Comune e su questa base, e prendendo in considerazione altri parametri, viene calcolato l’importo della tassa. Il comma 645 della legge 147/2013 prevede che l’utilizzo delle superfici in metri quadri debba essere utilizzato a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo alla data di emanazione di un provvedimento dell’Agenzia delle entrate.

In teoria dunque, già dal 2016, ma in realtà prima dovranno essere completate le procedure di interscambio dei dati tra Comuni e Agenzia delle entrate. «Per il mento non ci sono novità – spiega il direttore di Sistema Ambiente Roberto Paolini – A Lucca dall’anno prossimo applicheremo la tariffa puntuale (Tia) e continueremo a prendere in considerazione la superficie calpestabile. Se poi, dovessero esserci novità, le valuteremo nel conguaglio di fine anno».

Cosa cambierà? E soprattutto si pagherà di più o di meno? «È difficile dirlo – spiega Simona De Prete, responsabile dei Caaf Cgil presenti in provincia – Si tratta di una novità importante, che a gioco lungo andrà a ritoccare le rendite catastali degli immobili e di conseguenza le tasse che su quelle rendite paghiamo. In meglio? Dipende. I vani sono una misura generica e causano le storture che conosciamo: ad esempio, io posso avere una superficie di 40 metri quadri suddivisa in tre vani, oppure indivisa. Nel primo caso pago molto di più di Tasi e Imu, anche se la superficie complessiva è la stessa. Ma la nuova rendita dovrebbe prendere in considerazione la superficie in metri quadri, tenendo conto delle mura perimetrali e questo potrebbe avere grosse conseguenze». Soprattutto a Lucca, dove le abitazioni più vecchie hanno pareti esterne spesse fino a un metro e mezzo. È chiaro che in questo caso i cittadini si troverebbero le tasse su una superficie assai più grande di quella di cui usufruiscono. Per calmierare il boom dei metri quadri si prenderà in considerazione solo l’80% della superficie. Vedremo se basterà.

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