Sicurezza
Caccia al colpevole attraverso i video
Indagano i carabinieri, intanto dal consigliere Maurizio Aversa arriva un appello: «Chi ha visto qualcosa lo segnali»
VILLA BASILICA. All’indomani dell’accaduto nel mondo del volontariato ci si interroga sui motivi che possono aver spinto qualcuno a colpire la Croce Rossa e il parroco di Villa. E, pur restando sempre nell’ambito delle congetture, l’ipotesi che viene ritenuta più plausibile (anche perché al momento non se ne riescono a immaginare altre) sta - paradossalmente - proprio nell’attività benefica (come accennato anche da don Antonio) svolta per la comunità.
«Che possiamo dire – è il commento della Croce Rossa provinciale – è incredibile che qualcuno possa prendersela con dei volontari, o con una persona come don Antonio, che è sempre vissuto in pace con tutti. Ma qualcuno ha voluto prendere di mira proprio loro. Starà agli inquirenti stabilire il motivo, se si è trattato di uno stupido divertimento o se sotto c’è altro». Già, altro. E cosa potrebbe essere questo altro? «Spesso – si continua dalla Cri lucchese – chi aiuta il prossimo non sempre è visto bene da tutti».
La solidarietà vede la Croce Rossa villese impegnata a tempo pieno, per esempio per portare aiuti anche alimentari a chi ha bisogno. E proprio questo impegno potrebbe spiegare il gesto, magari una “vendetta” portata avanti «da qualcuno che si è sentito escluso».
Per il resto non sembrano esserci precedenti particolari che potrebbero venire in qualche modo collegati a quanto accaduto sabato notte: «Una quindicina di anni fa – racconta Roberta Galigani – qualcuno strappò delle bandiere qui fuori, ma quella era la classica ragazzata, niente a che vedere con un gesto del genere». Più preoccupante invece un altro episodio, avvenuto tempo fa, quando un furgoncino della Cri (lo stesso utilizzato per trasportare gli aiuti) venne più volte svuotato del gasolio, portato via da qualcuno che sapeva bene quando colpire (e che evidentemente teneva d’occhio l’associazione), dal momento che i furti di carburante avvenivano la sera stessa in cui il mezzo era stato portato a fare rifornimento.
«Un fatto inspiegabile, che meraviglia – è il commento del sindaco Giordano Ballini – per un paese piccolo dove tutti ci conosciamo e perché sono state prese di mira persone che hanno sempre aiutato il prossimo. Non posso che esprimere la mia solidarietà, e spero che i carabinieri possano identificare i responsabili al più presto».
Carabinieri che stanno indagando, visionando anche i filmati della telecamera di sicurezza installata all’esterno della Cassa di Risparmio di Botticino e di alcune abitazioni della stessa frazione. Importanti, per riuscire a risalire all’autore o agli autori di quel gesto, potrebbero rivelarsi anche eventuali testimonianze. Perché se è vero che la Croce Rossa si trova in una posizione un po’ più periferica rispetto al centro abitato, l’auto dei coniugi Forti era parcheggiata proprio nel centro di Botticino, che non sarà una metropoli, ma dove vi sono comunque parecchie case e all’altezza di un crocevia. Così come l’auto del parroco si trovava parcheggiata nella piazza principale di Villa. Da qui l’appello di Maurizio Aversa, consigliere comunale delegato alla sicurezza, che lancia un appello: «Chiunque abbia notato qualcosa di particolare o qualcuno che si comportava in modo strano lo segnali subito ai carabinieri».
Luigi Spinosi
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