Attenzione
Il Comune blocca l’antenna contestata
Via al procedimento per la revoca del silenzio-assenso a Telecom: decisiva la posizione dell’Autorità di bacino
LUCCA. Si riparte da capo, o quasi: il Comune ha dato il via al procedimento per revocare il silenzio-assenso sulla costruzione della contestatissima antenna per cellulari di Telecom al termina di via Fonda a Sant’Alessio. Da luglio, quando il Tar diede ragione all’azienda telefonica nella contrapposizione con palazzo Orsetti, sono successi due fatti nuovi, che l’amministrazione ha utilizzato come frecce al proprio arco.
La prima è quella che riguarda il nulla osta della Soprintendenza. Quello che in un primo tempo era arrivato.
Poi a marzo dello scorso anno, quando le proteste erano già scoppiate nella zona dell’Oltreserchio, le Belle Arti avevano deciso di revocare il proprio benestare (che è vincolante) e il Comune, a ruota, aveva così potuto bloccare la costruzione dell’antenna. Almeno fino al mese di giugno, quando i giudici amministrativi accolsero la sospensiva chiesta da Telecom. Che - da parte sua - dopo poche settimane ricominciò i lavori, sollevando la grande antenna verde.
Gli uffici della Soprintendenza, tuttavia, non sono rimasti con le mani in mano. Hanno lavorato per sanare i problemi emersi nel loro provvedimento, per confezionarne uno che possa bloccare i lavori di Telecom.
Quando questo è arrivato in Comune, spiega l’assessore all’ambiente Francesco Raspini, «gli uffici hanno dato il via al procedimento per la revoca del silenzio-assenso» che autorizzava Telecom a costruire l’antenna.
Nel frattempo è accaduto anche qualcos’altro, legato ai lavori per il “Programma comunale degli impianti di telefonia”, vale a dire il documento che stabilirà i siti dove realizzare le nuove antenne. Durante la verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale (Vas), infatti, è arrivata al Comune una nota firmata dal segretario dell’Autorità di bacino Raffaello Nardi, che ha chiesto di stralciare l’impianto «in quanto localizzato interamente su area di laminazione delle piene e/o destinata ai principali interventi di riduzione del rischio idraulico».
La zona dove è stata innalzato il traliccio, insomma, rischia di finire sott’acqua in caso di violenta alluvione.
Qualcosa che - d’altra parte - qui è già successo, a partire dalle piogge torrenziali del giugno del 1992.
Nella determina che segna la conclusione del procedimento per la Vas, gli uffici comunali stabiliscono che «nella successiva fase» siano considerate le osservazioni e le indicazioni dell’Autorità di bacino (oltre a quelle dell’Arpat di Lucca).
Ciò significa che il Comune non inserirà quell’area nel documento finale che dovrà essere licenziato dal consiglio.
Di più, ha aggiunto queste considerazioni al procedimento per la revoca del silenzio-assenso, già notificato a Telecom che, per il momento, non ha fatto avere alcuna risposta.
Il nuovo piano delle antenne, che va sostituire quello ormai obsoleto che risale all’epoca della seconda amministrazione Fazzi, prevede un’area in alternativa a quella di via Fonda, “cassata” dall’Autorità di bacino: si tratta di una zona più vicina al cimitero di Sant’Alessio. Una collocazione che già era salita alla ribalta, visto che era stata individuata come possibilità da parte del comitato dei residenti per spostare l’impianto.
Telecom, tuttavia, ha sempre sostenuto che quella posizione non è in grado di garantire una copertura paragonabile a quella di via Fonda.
Non è escluso, comunque, che Telecom possa di nuovo ricorrere ai giudici amministrativi per veder cancellato questo ultimo provvedimento (ancora in itinere) del Comune.
Il tutto mentre il primo ricorso - quello la cui sospensiva era stata concordata a giugno - è stato discusso nel merito nell’udienza di mercoledì scorso, senza che ancora siano stati depositati provvedimenti.
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