Proteste
SE IL POTERE È SOLO AL MASCHILE
di FLAVIA PICCINNI L’anno lucchese ruota intorno a quattro eventi. Lucca Comics, Lucca Summer Festival, Lucca Film Festival e Photolux. I presidenti sono, nell’ordine, Renato Genovese, Mimmo D’Aless...
di FLAVIA PICCINNI
L’anno lucchese ruota intorno a quattro eventi. Lucca Comics, Lucca Summer Festival, Lucca Film Festival e Photolux. I presidenti sono, nell’ordine, Renato Genovese, Mimmo D’Alessandro, Nicola Borrelli, Enrico Stefanelli.
Anche agli occhi dei più inesperti risalteranno due cose: la prima è che l’unico che ha avuto l’ardire di non menzionare Lucca nel nome della manifestazione è Stefanelli, la seconda è che non ci sono donne in ruoli di primo piano negli eventi cardine della città. Può sembrare il discorso di un femminismo antico, in bianco e nero, più Ottocentesco che Sessantottino, eppure è la realtà.
Una realtà che mi appare messa in fila nella trasmissione in onda su Noitv nel programma Dido di Egidio Conca. Non scenderò nello specifico dei contenuti - i problemi con l’amministrazione, le manifestazioni, il loro futuro - perché è palese come tutto sia di contorno, visto che queste sono e restano - nonostante le iniziative che si propongono nei mesi (da Lucca Jazz al Desco) - il motore culturale di una città che, forse in controtendenza rispetto alla prospettiva nazionale, ha come vocazione l’arte più che il cibo.
Di una città che ha come ambizione di agire in segmenti che sono sì aperti a un pubblico vasto, ma che mantengono anche un’ambizione di nicchia. Potremmo dire “nicchia aperta”: uno zoccolo duro di persone che contribuiranno all’impresa cui si somma un gruppo di curiosi che comprano un panino, acquistano un gelato, si mettono in coda per un biglietto, una mostra, un concerto, un caffè. Nonostante il fine sia comune - attirare persone, e fare cassa - e i festival si declinino in modo diametralmente opposto, come opposti sono i campi in cui si muovono, protagonisti restano gli uomini.
«Saranno più bravi» penseranno alcuni. «Saranno più capaci a fare gruppo», crederanno altri. Risposte lecite, a un interrogativo che ci dovrebbe far leggere Lucca in ottica italiana e contemporanea. Non dobbiamo sorprenderci se gli uomini restano i protagonisti nei ruoli chiave visto che siamo perfettamente allineati alla situazione del Paese. Non ci sono dati specifici, ma pensate bene: a livello locale, eccetto la presidente di Confidustria Cristina Galeotti e alcune assessore, quali le altre donne in circolazione? Siamo peggio della situazione italiana poiché solo nel 2008 le donne italiane rappresentavano il 5,90%, mentre nel 2014 erano il 22,20. Il merito di una così sconvolgente trasformazione non è di un terremoto sessista, ma di una legge. La legge “quote rosa” (legge 12 luglio 2011, n.120, art. 1) secondo cui . «il genere meno rappresentato deve ottenere almeno un terzo degli amministratori eletti». Grazie a questo la media italiana di donne nei cda è superiore a quella europea che si attesta sul 20%.
Analizzando le società quotate in borsa, la situazione si fa sconfortante: la media europea di donne presidenti è del 7%, quella italiana del 5. Le italiane riescono a ottenere posizioni dirigenziali (29%) molto più di colleghe europee (21), ma non arrivano mai (mai!) nelle stanze di bottoni: non abbiamo Ceo donna (in Europa sono il 3%) e sono pochissime le dirigenti col ruolo di senior: 8% in Italia, contro il 13 in Ue. Keep calm and carry on. Anche a Lucca tutto è nella norma. Gli uomini sono i protagonisti. E le donne? Che facciano le assistenti, gli uffici stampa, o nel migliore dei casi i vice. Insomma, che si impegnino a rispettare - visto che il potere forte è da sempre maschio - la tradizione.
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