Il dolore
Confcommercio: «Troppe lungaggini uccidono le attività»
LUCCA. «Troppe lungaggini, occorre che si faccia finalmente chiarezza sulle concessioni del suolo pubblico». L’attacco arriva da Confcommercio attraverso il direttore provinciale Rodolfo Pasquini....
LUCCA. «Troppe lungaggini, occorre che si faccia finalmente chiarezza sulle concessioni del suolo pubblico». L’attacco arriva da Confcommercio attraverso il direttore provinciale Rodolfo Pasquini.
«Sono in scadenza le concessioni e ogni giorno riceviamo telefonate dai nostri associati, disorientati perché non si hanno ancora notizie su tempi e modi per il rinnovo. Il Comune - continua - ci ha spiegato che ora è necessario anche il parere della Soprintendenza e questo, un passaggio del tutto nuovo rispetto al consueto iter, sta ritardando la conclusione del procedimento. Così abbiamo chiesto un incontro al soprintendente per affrontare l’argomento ma sono già passate due settimane e non è arrivata risposta. Non è più tempo di attendere perché a gennaio arriveranno le richieste per il prossimo anno e il rischio è di un ingolfamento che paralizzerà l’attività di bar e ristoranti con ripercussioni sul piano dell’occupazione».
«Riceverò quanto prima Confcommercio - risponde, interpellato, il soprintendente Luigi Ficacci -, ma vorrei ribadire che le concessioni del suolo pubblico le dà il Comune. La Soprintendenza si esprime sulla competenza paesaggistica. E così, nel caso in cui la concessione fosse lesiva del paesaggio ci esprimiamo in modo negativo. Ma la responsabilità della concessione, lo ribadisco, è del proprietario del suolo, cioè il Comune».
Ficacci annuncia anche che col Comune «stiamo portando a compimento un aggiornamento delle regole per gli spazi pubblici, un lavoro che abbiamo iniziato a luglio e che completeremo probabilmente entro fine anno. Si tratta di aggiornare le regole esistenti, metabolizzando anche i cambiamenti vissuti dalla città». Un esempio? Ficacci cita la vicenda del tendone del Cirque du Soleil in piazza dell’Arcivescovato, «che a molti non è piaciuto. Con le regole aggiornate saranno esaminate le compatibilità delle singole zone ad ospitare questo tipo di strutture, sarà un esame condotto anche in chiave urbanistica». (b.a.)
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