La manifestazione
Zappelli, pm chiede incidente probatorio
Una perizia per ricostruire la scena del crimine di Vitiana e dimostrare che i colpi al giovane Barsi erano per uccidere
LUCCA. Quegli spari erano per uccidere. O almeno questo è ciò che pensa la procura di Lucca, che ha chiesto l’incidente probatorio per Marco Zappelli, il 58enne cacciatore di Ghivizzano, che sabato 8 novembre ha sparato Gianfranco Barsi e al figlio Riccardo. Il primo si è preso una fucilata sul collo ed è ancora in prognosi riservata, l’altro ha evitato di poco i due colpi che Zappelli ha sparato nella sua direzione. E proprio su quest’ultimo aspetto si concentra l’attenzione degli inquirenti. Al momento l’accusa nei confronti del cacciatore è di duplice tentato omicidio e il sostituto procuratore Antonio Mariotti ha chiesto al giudice delle indagini preliminari l’incidente probatorio. L’obiettivo della procura è presentare una perizia che, attraverso un’accurata ricostruzione della scena del crimine, possa dimostrare la cosiddetta “idoneità omicidiaria” in merito alle fucilate esplose da Zappelli nei confronti del più giovane dei Barsi: in altri termini, si cercherà di capire se lo spazio tra i due, il tipo di fucile utilizzato, la traiettoria dei colpi e il contesto stesso in cui è avvenuto l’accadimento, possano evidenziare la volontà del cacciatore di uccidere il ragazzo.
Ricordiamo che l'incidente probatorio è un istituto procedurale pensato per acquisire una prova prima dell'inizio della fase dibattimentale. In questo caso, la procura vuole ottenere subito le prove che possono corroborare l’accusa di duplice tentato omicidio nei confronti di Zappelli.
Intanto il cacciatore di Ghivizzano, difeso dagli avvocati Vincenzo Locane e Paolo Mei, resta chiuso nel carcere di San Giorgio. Parla poco e i suoi legali lo descrivono come estremamente prostrato di fronte all’accaduto. «Ho rovinato due famiglie» è una delle poche frasi pronunciate dall’uomo di fronte ai suoi avvocati. Segno che Zappelli ha elaborato la gravità del fatto e sembra non darsene pace. «Stiamo studiando il materiale probatorio – spiegano i due avvocati – Per ora preferiamo non rivelare la nostra linea di difesa». Il 58enne per il momento ha fornito poche indicazioni su quanto accaduto, confermando solo di non aver mai incontrato Gianfranco Barsi, prima del fatto.
Quest’ultimo, intanto, resta ricoverato all’ospedale Cisanello di Pisa. Dopo essere stato sottoposto a due delicati interventi chirurgici è ancora in prognosi riservata. I medici stanno cercando di stabilizzare le sue condizioni, ma il processo è lungo.
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