Il Tirreno

Lucca

Tutto il paese si stringe attorno a Ledo e Renata

di Federica Scintu
Tutto il paese si stringe attorno a Ledo e Renata

Dopo la tentata rapina al bar alimentari cresce la paura tra gli abitanti di Segromigno

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CAPANNORI. Saracinesche abbassate, vecchie locandine, finestre chiuse. La consegna dei dolci per la colazione è avvenuta come tutte le mattine, ma ieri nessuno ha potuto ritirarli. Renata e Ledo sono ancora in ospedale, feriti e terrorizzati da quell’uomo che mercoledì sera, poco prima della chiusura, è entrato nel loro bar alimentari in via delle Sane Vecchie a Segromigno in Piano aggredendoli senza pietà per poi scappare a mani vuote. Ma ieri i tanti clienti affezionati del bar alimentari Eredi Mandoli, che tutti nel paese chiamano “Da Renata”, si sono ritrovati comunque davanti a quella saracinesca abbassata. Con la speranza di trovare Ledo e la sua compagna al lavoro come tutti i giorni o forse anche solo di poter avere qualche informazione sulle condizioni di salute dei due. Nonostante non ci fosse nessuno, sono rimasti lì, come a presidiare un luogo caro, sperando di poter far sentire a Ledo e Renata la loro vicinanza e il loro affetto.

Ogni tanto qualcuno passa in macchina davanti al bar e chiede informazioni: in tanti scuotono la testa. «Non ne possiamo più di questa criminalità - dicono - non ci sentiamo più sicuri nemmeno nelle nostre case. Qui la sera sta diventando pericoloso: c’è poca illuminazione e abbiamo iniziato a notare anche quale macchina sospetta».

Perché la tentata rapina subita da Ledo, 72 anni e qualche problema di salute, e dalla compagna Renata Pellegrini, 68 anni, non è che l’ultimo episodio di criminalità avvenuto in quella zona della Piana. «Molti hanno paura anche a sporgere denuncia - dicono ancora le persone presenti davanti al bar - i furti in casa ormai sono all’ordine del giorno e il problema vero è che non c’è la certezza della pena».

Intanto nel pomeriggio di ieri, Ledo e Renata sono tornati a casa. Ancora provati e sotto choc si sono chiusi nel silenzio della loro casa di via delle Sane Vecchie circondati dall’affetto dei familiari più stretti.

Al momento del rapinatore (pare solitario) non c’è alcuna traccia. Le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza non hanno consentito agli inquirenti di individuare la via di fuga presa dall’uomo, il quale è scappato utilizzando la porta dell’alimentari che si trova sul retro. L’ipotesi è che l’uomo, di corporatura robusta che dai filmati sembra zoppicasse, sia scappato in bicicletta per poi raggiungere forse un altro mezzo col quale ha portato a termine la sua fuga. «Non ha avuto pietà nemmeno di un uomo che non sta tanto bene di salute - dicono ancora alcuni clienti del bar - lui è intervenuto per difendere la compagna e l’incasso del suo bar. Cosa poteva fare?». Un altro elemento che gli inquirenti dovranno chiarire è se questa ennesima tentata rapina sia in qualche modo collegata alle altre quattro aggressioni avvenute qualche settimana fa tra Lammari e San Colombano. Oppure se il rapinatore possa essere lo stesso che ha colpito la sala slot Las Vegas sulla via Pesciatina a Zone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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