Il Tirreno

Lucca

Gli Amici delle Mura vanno dal difensore civico

di Barbara Antoni
Gli Amici delle Mura vanno dal difensore civico

Simonetti: «La commissione ha compito errori a giudicare la nostra domanda» Associazioni musicali ferme sul rifiuto della Santa Croce. Oggi summit per Salotti

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LUCCA. Il bando delle casermette si è chiuso, ma gli strascichi rimangono. Sono più d’uno i casi in cerca di soluzione.

Non si è risolto quello della casermetta San Frediano, occupata da quasi vent’anni a questa parte dall’associazione Amici delle Mura presieduta da Simonetta Simonetti. La presidente non si è mai data per vinta davanti all’esclusione dal bando. Ha chiesto di accedere agli atti con cui la commissione ha sancito in pratica lo sfratto della “sua” associazione dalla casermetta, dove svolge quotidianamente attività per un gruppo nutrito di anziani oltre che collaborare con più scuole lucchesi. «La commissione giudicatrice del bando delle casermette - spiega Simonetta Simonetti - ha dichiarato improcedibile la nostra domanda affermando che non abbiamo specificato di essere disponibili ad aprire quotidianamente la casermetta e a mettere a disposizione i suoi servizi igienici a quanti lo richiedano. Eppure noi lo abbiamo scritto, nero su bianco, nell’ultima pagina del nostro progetto. Ne ho parlato direttamente con il sindaco, esponendogli la situazione».

«Attendo una sua risposta - aggiunge Simonetti -: la nostra proposta è che ci facciano rimanere dove siamo. Mi sono rivolta al difensore civico, che ha scritto una lettera per conto degli Amici delle Mura al Comune e all’Opera delle Mura affinché rivedano la nostra posizione. Sappiamo di non avere commesso errori nella presentazione della domanda, voglio vedere come se la cavano». Intanto gli Amici delle Mura vanno avanti con la loro attività: per il 20 dicembre stanno organizzando il pranzo di Natale «e invitiamo tutti a partecipare», chiude la presidente.

Altra incognita pesa sulla casermetta Santa Croce, assegnata alle associazioni musicali lucchesi con capofila il circolo Lucca Jazz presieduto da Vittorio Barsotti. Risale a circa due settimane fa una dura presa di posizione delle cinque associazioni. Il senso era chiaro: «Non abbiamo le risorse per mantenere la casermetta se il Comune non contribuisce». Concetto ribadito oggi da Barsotti: «Se qualcuno la vuole, può prenderla quella casermetta - dice -. Le cinque associazioni a cui è stata assegnata non hanno venticinquemila euro annuali per pagare affitti e utenze. Abbiamo sottoposto il nostro progetto al Comune, ma dice che non ha soldi. La cultura costa però, e noi siamo volontari. Le associazioni nascono per dare un contributo alla comunità. Noi ce la mettiamo tutta per creare suggerimenti, idee. Ma sta poi alla politica decidere, scegliere. Sono un uomo di scuola: facendo una metafora dico che abbiamo preso un bel voto vincendo il bando, ma usciti da scuola non abbiamo trovato lavoro. Se le Mura devono diventare un introito per l’amministrazione allora perché non destinarle a usi commerciali? Nessun dispiacere - aggiunge - solo la presa d’atto di una situazione. Può darsi che il capitolo non sia chiuso, staremo a vedere».

E poi c’è la collezione Salotti. Dopo un lungo tira e molla con il Comune, dopo che l’amministrazione ha proposto due soluzioni-magazzino per le circa millecinquecento opere lasciate in eredità dal maestro Giannetto Salotti (prima una stanza troppo umida del San Colombano, poi un locale dentro Palazzo Guinigi, non accessibile se non in compagnia di personale del Comune) il sindaco Alessandro Tambellini ha chiamato a raccolta, per oggi alle 15,30, tutte le categorie economiche della città, per trovare un posto consono alla collezione. Non è stata invitata la proprietà, che intanto però attraverso il suo legale ha chiesto al Comune la proroga al 31 gennaio 2016 della facoltà di occupare la casermetta San Martino. E ha cercato altre chance: il dialogo è avanzato con la Fondazione Carnevale di Viareggio per un eventuale spazio alla Cittadella.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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