Sicurezza
Stalking sul fratello per l’eredità
Il giudice dispone il divieto di avvicinamento a 500 metri dall’abitazione per il sessantenne geometra
LUCCA. Un’eredità contesa scatena una guerra tra fratelli fatta di querele presentate e poi rimesse, danneggiamenti, offese e insulti. Una lotta fratricida per la divisione del patrimonio dei genitori deceduti nel 2012 che porta il giudice delle indagini preliminari Giuseppe Pezzuti, su richiesta del pm Salvatore Giannino, ad emettere un provvedimento di divieto di avvicinamento a una distanza inferiore ai 500 metri dall’abitazione di uno dei contendenti. Il motivo? Il fratello di 60 anni era accusato di atti persecutori ripetuti. In pratica di stalking. Per l’accusa si appostava davanti al cancello di casa del congiunto over 50. Lì per ore e ore suonava il clacson della sua auto, in modo da richiamare l’attenzione, sia di giorno che soprattutto di notte. Oppure si piazzava in un campo sottostante e urlava a squarciagola frasi del tipo «Molla la presa» o «Falla finita» riferite alla causa civile in corso per stabilire la suddivisione dei beni. Dopo l’interrogatorio di garanzia, svolto nelle ultime 24 ore, il provvedimento di divieto di avvicinamento nei confronti del geometra sessantenne resta in vigore. In sostanza dalla causa civile si passa a quella penale.
I fatti. Tutto nasce nel 2012 con la morta dei genitori dei tre fratelli: due geometri, uno sui sessanta e l’altro over 50, e un medico di circa 65 anni. Il padre, un imprenditore assai conosciuto in Lucchesia, disponeva di una serie di immobili tra cui due ville, una nella periferia cittadina e un’altra in Versilia, e un capannone industriale. Beni immobili di un valore che supera abbondantemente i due milioni e mezzo di euro. Un patrimonio ragguardevole da suddividere tra i tre unici eredi. Ma alcuni mesi dopo i funerali iniziano i primi guai. All’inizio contestazioni sul testamento che avrebbe subito, nel corso degli anni, trasformazioni e modifiche. Poi il litigio sulla divisione dei beni diventa materia per avvocati civilisti con un giudice che dovrà dirimere una controversia di non semplice interpretazione con un procedimento destinato a concludersi tra qualche anno.
Danneggiamenti e insulti. Ma sullo sfondo della causa civile ecco irrompere una serie di episodi di natura penale. Denunce e querele presentate quando dall’uno, quando dall’altro per i reati che vanno dal danneggiamento all’esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Reti di recinzione danneggiate, lucchetti ai cancelli delle case dei genitori per impedire l’accesso a un fratello piuttosto che all’altro, ripicche, provocazioni, dispetti poco consone a persone di età compresa tra i 50 e i 65 anni.
Il vaso è colmo. A far traboccare il vaso il comportamento del fratello «mezzano», uno dei due geometri con studio professionale. L’altro fratello, quello minore, esasperato dal suo comportamento di disturbo continuo e costante lo ha denunciato alla procura allegando un certificato medico nel quale si attesta che non può dormire e che sta male perché il congiunto di notte suona il clacson sotto casa e urla al suo indirizzo frasi sconnesse impedendogli di riposare. Sulla vicenda hanno svolto accertamenti gli agenti della polizia municipale delegati dal magistrato. Ed è emerso il comportamento molesto del geometra.
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