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Liquami nel giardino, Gaia non fa i lavori

Liquami nel giardino, Gaia non fa i lavori

L’incredibile storia di una coppia con un terreno a Gello di Pescaglia Il giudice ha condannato la società idrica che non è ancora intervenuta

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PESCAGLIA. Nonostante la condanna del giudice civile a risarcire i danni (25.000 euro) e a realizzare gli interventi necessari a riparare le tubazioni della rete idrica con gli scarichi fognari finiti nel terreno di loro proprietà Gaia, il gestore del servizio idrico, non ottempera all'imposizione costringendo di fatto la coppia vittima dei rischi igienico-ambientali ad avviare una causa civile ordinaria per poter venire a capo dell'incresciosa situazione che si protrae dal 15 novembre del 2008.

Otto anni d'inferno per i coniugi Paolo Deverio e Paola Luschini che abitano a San Concordio e sono proprietari di un terreno adibito a castagneto e di due immobili per uso abitativo a Gello di Pescaglia. Entrambi pensionati, lui ex imprenditore, avevano acquistato quel fabbricato per trascorrere periodi di relax e le ferie in quella zona verde in cui scorre il torrente Solco dei Molini che attraversa da nord a sud la proprietà. Nel 1973 il comune di Pescaglia lungo la sponda destra del ruscello mise in opera una tubazione interrata in calcestruzzo per la raccolta e il convogliamento dei reflui provenienti dal centro abitato di Gello. Ma nel corso degli anni lavori di manutenzione e consolidamento non sono stati eseguiti e Gaia non ha mai riconosciuto il diritto ai coniugi di realizzare interventi necessari per eliminare la presenze dei reflui nel loro terreno letteralmente invaso da residui di carta igienica e assorbenti. Così la coppia, assistita dall'avvocato Luca Fontirossi, nel giugno 2014 fu costretta a ricorrere al giudice per ottenere la condanna di Gaia a realizzare gli interventi necessari alle tubazioni e al risarcimento dei danni subiti. Tra l'altro la consulenza tecnica del geometra Andrea Centoni, nominato dal giudice istruttore Francesco Mormino, non lasciava a spazi interpretativi. Perché i dati rilevavano la compromissione dello stato igienico del fiumiciattolo con inquinamento dell'acqua a monte e a valle dell'abitazione e con un pericolo batteriologico che impatta sul cortile e sui passi d'accesso della casa e la compromissione dei terreni circostanti al ruscello che comporta l'impossibilità dell'uso dell'immobile per le maleodoranze provenienti da rio sia in estate che in inverno e l'impossibilità di usare l'acqua per scopi igienico-alimentari. Nel processo civile ordinario fissato il 19 febbraio i coniugi Deverio chiedono che Gaia ripristini lo stato dei luoghi, rifaccia la rete fognarie e bonifichi i terreni oltre a risarcire dei danni subiti.

Luca Tronchetti

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