Sicurezza
Diritti camerali, si apre il fronte del no
Confartigianato e Assindustria contrari all’aumento. In giunta è stato decisivo il voto del presidente Bartoli
LUCCA. Per qualcuno si tratta dell’aumento del diritto annuale per l’iscrizione alla Camera di commercio, per qualcun altro è una minore riduzione rispetto a quanto previsto dal Governo. Così come sulle definizioni, anche in giunta camerale le associazioni di categoria si sono spaccate nel votare questo provvedimento che costringerà commercianti, agricoltori e imprenditori a sborsare di più quando nel 2016 si troveranno a pagare l’iscrizione nel registro delle imprese. Un “fronte del no” alla decisione dell’ente di corte Campana.
Una frattura netta che è emersa al momento della votazione, visto che il provvedimento è passato con quattro sì (Confcommercio, Confesercenti, Coldiretti, oltre al presidente Bartoli, il cui voto è stato quindi decisivo), tre no (due voti della Confartigianato e Industriali) e l’astensione della Cna.
«Un aumento per il 2016 che va contro lo spirito delle decisioni prese dal Governo», così lo definisce il direttore della Confartigianato Roberto Favilla, che spiega fin da subito che la sua associazione ne ha fatto una questione di principio esprimendo due voti contrari con i suoi due rappresentanti all’interno della giunta. «È la prima volta che il Governo diminuisce il contributo e questo aumento del 20% può comunque essere un peso. Poi l’entità degli importi dipende dalle dimensioni dell’azienda perché si può anche stare anche sotto la soglia dei dieci euro per le ditte individuali ma per le società a responsabilità limitata o quelle in accomandita tutto dipende dal volume d’affari e l’aumento può aumentare in maniera considerevole, anche di centinaia o migliaia di euro. Il problema quindi non è marginale. In ogni caso in un momento di tale difficoltà per le nostre imprese, tutto ha un peso e rappresenta un segnale negativo. Senza considerare che le aziende artigiane, anche le micro e le piccole, nel 2016 dovranno versare un contributo maggiore rispetto al passato per gli ammortizzatori sociali».
Più cauta la posizione della Cna che comunque ha voluto lottare per evitare che venisse tagliata tutta una serie di attività portate avanti dalla Camera di commercio.
«Per questo eravamo anche disposti a dare il voto favorevole, anche perché pure in altre province hanno intrapreso questa strada. La nostra condizione è che ci fosse una larga maggioranza, se non addirittura l’unanimità – spiega il direttore Stephano Tesi –. Questo però non è avvenuto, così abbiamo scelto di astenerci».
Chi invece vede questa scelta come un’opportunità da sfruttare per continuare a godere dei servizi camerali sono i commercianti. È il direttore di Confcommercio Rodolfo Pasquini a spiegare che si tratta di una minore riduzione perché l’iscrizione comunque costerà meno rispetto al 2015: «Noi crediamo davvero che la ricaduta sul territorio di questi interventi sia importante. Se arrivano contributi per una manifestazione in un centro commerciale naturale, è probabile che in quell’evento il commerciante riesca a incassare molto più di quando non avrebbe risparmiato per il diritto annuale. Il beneficio quindi è sicuramente superiore ai costi». A questo si aggiunge il ruolo di Lucca Promos, della quale Pasquini è amministratore unico: «E’ una realtà che ci è invidiata da tutte le altre camere di commercio che fa promozione del nostro territorio anche a livello internazionale. Questo sconto ulteriore non avrebbe risolto i problemi degli imprenditori ma sicuramente avrebbe indebolito l’attività della Camera di commercio e delle sue società consortili». D’accordo anche Valentina Cesaretti, direttrice di Confesercenti: «Ci siamo riuniti la scorsa settimana con i nostri associati per sottoporre la questione e abbiamo deciso all’unanimità per la minore riduzione. Il rischio era quello di far saltare progetti importanti di sostegno alle aziende. Il nostro è un sì vigile, nel senso che controlleremo come saranno investite queste maggiori risorse».
Spaccatura anche nel mondo degli agricoltori. La Coldiretti ha infatti espresso il proprio voto favorevole, ma non siamo riusciti a contattare il direttore Maurizio Fantini. Fortemente contraria invece la Cia, che però non fa parte della giunta camerale.
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