Lutto
Farmaci tumorali solo al San Luca
Accentrata la produzione per migliorare la qualità
LUCCA. Dare un prezzo alla salute è una cosa ingiusta, anche se in tempi di spending review non è cosa insolita. Eppure, talvolta, può capitare di migliorare la qualità di qualcosa ottenendo anche un risparmio, anche in campo sanitario. È il caso del processo di centralizzazione, partito ad agosto, dell’attività di preparazione dei farmaci antitumorali all’interno dell’Ufa (acronimo di Unità Farmaci Antiblastici). Un’attività che si è concentrata all’interno dell’ospedale San Luca e che, prima, veniva svolta anche alle sedi di Castelnuovo e Barga.
Un accentramento che, una volta tanto, non produce effetti sul paziente, se non in positivo. Infatti la novità, che recepisce (primo caso in Toscana e tra i primissimi in Italia) una raccomandazione ministeriale, riguarda la preparazione dei farmaci antitumorali, non la somministrazione. Preparazione che non è proprio semplice: si tratta di maneggiare sostanze delicate, potenzialmente pericolose per chi le lavora e pure costose in molti casi. Quindi la preparazione dei farmaci chemioterapici richiede un’organizzazione ben precisa e una struttura adeguata. Questo per consentire un doppio livello di sicurezza: per il personale che prepara quei farmaci e, ovviamente, per i pazienti cui devono essere somministrati. Il tutto con un ampio ricorso ai sistemi informatici, che, da un lato, consentono la tracciabilità di ogni singolo farmaco prodotto e, dall’altro, di predisporre la terapia più puntuale per il paziente cui è diretto.
Così, pochi mesi dall'attuazione del nuovo modello, è stato fatto un bilancio di questa novità, con una conferenza stampa cui hanno partecipato il vice commissario Joseph Polimeni, il coordinatore delle attività sanitarie aziendali Michela Maielli, il direttore del dipartimento oncologico Editta Baldini, il medico oncologo Manuela Pellegrini, il direttore del dipartimento del farmaco Danila Garibaldi, il responsabile della farmacia ospedaliera Marisa Anzilotti e la farmacista referente per l'Ufa Laura Mariotti.
Come è stato spiegato all'interno della palazzina economale dell’ospedale San Luca è stata realizzata una struttura completamente a norma, con cappe di ultima generazione, in linea con la raccomandazione ministeriale.
Le novità riguardano la fase di preparazione, per quanto riguarda invece la procedura di somministrazione non c’è, al momento, alcuna centralizzazione. Il farmaco preparato al San Luca verrà portato negli stessi tre day hospital oncologici già presenti all’interno dell’Asl 2. In un caso dovrà fare pochissima strada, verso il day hospital dello stesso ospedale lucchese, negli altri sarà portato alle strutture attive in Mediavalle e in Garfagnana, ossia a Barga e a Castelnuovo (anche se, vedi articolo sotto, in questo caso qualche novità destinata a far discutere è stata anticipata da Polimeni).
Il nuovo sistema ha anche comportato dei cambiamenti organizzativi importanti nella quotidianità delle strutture complesse coinvolte, in particolare oncologia e farmacia: il dato più importante è legato alla necessaria presenza dell'oncologo in valle del Serchio non più per tre giorni alla settimana ma tutti i giorni.
È il risparmio di cui si parlava all’inizio? È la conseguenza diretta del nuovo sistema di produzione dei farmaci. In particolare per quanto riguarda le sostanze (che non costano poco) necessarie alla produzione dei farmaci stessi: con un’unica “linea di produzione” e con acquisti calibrati sull’effettiva necessità si riducono, e di parecchio, gli sprechi. Questo primo periodo di attività ha portato a stimare in circa 30.000 euro mensili il risparmio per le casse dell’Asl. Risorse che possono essere investite, per esempio – citando il vicecommissario Polimeni – in un tecnico di laboratorio in più. Era solo un esempio certo, ma in questo modo Polimeni ha messo anche il dito nella piaga di quello che rappresenta il principale problema del servizio sanitario, quello della carenza di personale.
La necessità di forze in più caratterizza un po’ tutti i settori della sanità, e quelli presenti in conferenza stampa non fanno eccezione, come emerso dagli interventi successivi, sia per la preparazione che per la somministrazione («Ci auguriamo – ha detto la dottoressa Pellegrini – di implementare il numero di oncologi e di infermieri professionali. I pazienti sono aumentati e sarebbe molto importante avere più personale»).
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