Crac della Gta assolto Faver due i condannati
I quattro imputati (uno ha patteggiato) accusati di bancarotta Per il giudice il commercialista non era tra gli amministratori
LUCCA. Crac Gta: un’assoluzione, due condanne e un patteggiamento. Ieri mattina al tribunale di Lucca si è tenuta l’udienza preliminare per la bancarotta della Gta srl, azienda di trasporti lucchese fallita con un “buco” di circa 2 milioni di euro. Fra gli imputati figurava il commercialista Stefano Faver, 50 anni, ex segretario di Lucca Fiere e Congressi spa. Assieme a lui, accusati di bancarotta fraudolenta, figuravano Giorgio Marsili, Riccardo Cinquini e Daniela Fioravanti. Quest’ultima ha patteggiato (la sua posizione è stata rinviata di fronte al giudice del patteggiamento) mentre gli altri tre hanno scelto il rito abbreviato. Il giudice Silvia Mugnaini ha assolto Faver per «non aver commesso il fatto», mentre Marsili e Cinquini sono stati condannati alla pena di 4 anni e 8 mesi (il primo) e 4 anni e 4 mesi (il secondo), come amministratori della società.
«Stefano Faver – spiega l’avvocato difensore Sandro Guerra – è alla terza assoluzione sui quattro procedimenti giudiziari che riguardano le società del gruppo: Dinitrans, Logistica del Tirreno e ora Gta. In tutti e tre questi casi, i giudici hanno ritenuto che Faver fosse innocente. Uno dei commercialisti più noti della Lucchesia è stato tirato dentro queste storie per il semplice fatto di aver prestato attività di consulenza all’interno delle società, spesso andando in contrasto con gli amministratori veri e propri. L’ipotesi accusatoria lo indicava come amministratore di fatto della Gta, ma il giudice ha respinto questo quadro e lo ha assolto per non aver commesso il fatto. L’incubo, dunque, è finito per tre-quarti: ora aspettiamo l’ultima parte della vicenda, quella legata alla Prima Logistica».
Quella della Prima Logistica, azienda di Guamo leader nel trasporto merci per conto terzi, è un caso complesso. La società era stata ammessa in un primo tempo al concordato preventivo dal tribunale, ma venne poi dichiarata fallita il 20 maggio 2011. Secondo le indagini della Guardia di finanza di Lucca, i membri del cda in carica tra il 2004 e il 2011 avrebbero compiuto volontariamente operazioni che portarono prima la società in stato di dissesto e poi al fallimento. Erano state indagate 15 persone per bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali. Il passivo era di 20 milioni.
Gianni Parrini
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