Il Tirreno

Lucca

Barsi, altro intervento e il cacciatore rimane in silenzio

di Gianni Parrini
Barsi, altro intervento e il cacciatore rimane in silenzio

Il 49enne operaio di Vitiana è ancora ricoverato a Cisanello L’aggressore rimane in carcere: nessuna memoria difensiva

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LUCCA. Gianfranco Barsi, il 49enne operaio di Vitiana, preso a fucilate da un cacciatore fuori di senno lo scorso 7 novembre, è ancora ricoverato all’ospedale di Cisanello. Nei giorni scorsi Barsi è stato operato per liberare la ferita dai pericoli d'infezione e per sostenere le vertebre del collo. Ad informare i cittadini di Vitiana, una località nel Comune di Coreglia Antelminelli, è don Giuseppe, il parroco del paese, che puntualmente pubblica degli aggiornamenti sulla sua pagina Facebook. «La prognosi resta riservata – scriveva lo scorso 18 novembre – ma oggi c'è anche una buona notizia sulle attuali condizioni di salute: Gianfranco riposa bene, respira regolarmente e temperatura, pressione, battito del cuore risultano in regola. L'operazione che ha pulito la ferita e stabilizzato le vertebre ha dunque portato buoni frutti. Ma ora serve tempo per la ripresa e per vedere l'esito che avrà. Continuiamo ad affidarlo al Signore».

Intanto Marco Zappelli il cacciatore di Ghivizzano che ha sparato sul collo a Barsi a conclusione di una banale discussione, è ancora rinchiuso nel carcere di San Giorgio: è accusato di duplice tentato omicidio (aveva provato a colpire anche il figlio Riccardo). Il giorno dopo, l’uomo si era presentato alla caserma dei carabinieri di Coreglia per costituirsi. «Sono io la persona che cercate», disse ai militari, ammettendo di aver sparato a Barsi. Ma dopo quelle dichiarazioni spontanee si è rifiutato di rispondere alle domande del pm e del gip. Al momento, pare che non sia arrivata neppure una qualche forma di scuse nei confronti della famiglia Barsi, per un gesto tanto assurdo quanto feroce. L’uomo non ha nemmeno presentato una memoria difensiva. «Non ho mai incontrato Zappelli – dice don Giuseppe – Ma viviamo in paesi vicini e qui tutti si conoscono. Immagino che anche la moglie e il figlio del cacciatore stiano vivendo un incubo per quel folle gesto, che ha rovinato due famiglie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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