Il Tirreno

Lucca

Visite in orario di lavoro Pena confermata a Lippi

di Pietro Barghigiani

La Cassazione ribadisce i due anni per truffa e falso all’endocrinologo Faceva consulti a pagamento quando in realtà risultava essere a Cisanello

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LUCCA. Ricorso respinto, condanna a pagare le spese processuali e anche a versare alla cassa delle ammende 1.500 euro. Ci aveva provato il professor Francesco Lippi, 64 anni, di Lucca, a farsi annullare dalla Cassazione la pena a due anni per truffa e falso patteggiata il 10 luglio 2014. I giudici di legittimità non solo hanno respinto il ricorso del noto endocrinologo, ma lo hanno anche condannato a pagare le spese processuali e una somma che, «considerati i profili di colpa emergenti dal ricorso, si determina equitativamente in 1.500 euro» si legge nella sentenza della Suprema Corte.

Il professore chiedeva l'annullamento del verdetto con il quale aveva chiuso un inciampo giudiziario, con la sospensione della pena, su cui aveva acceso i fari la Procura delegando le indagini alla Guardia di finanza. Oltre al patteggiamento era stata disposta anche la confisca di 85.000 euro. Le contestazioni all'endocrinologo, famoso per le sue apparizioni tv e per avere vip dello spettacolo tra i suoi pazienti, andavano dalla truffa verso il suo datore di lavoro, l'ospedale di Cisanello, al falso per aver presentato certificati ritenuti farlocchi sul suo stato di salute. Secondo l'accusa, sulla quale il pronunciamento della Cassazione mette il sigillo definitivo, per almeno cinque anni, dal gennaio 2008 al gennaio 2013, sarebbe stato presente in posti diversi, ma negli stessi momenti.

Episodi di assenteismo e ubiquità prolungati nel tempo ai danni dell'Azienda ospedaliera che i finanzieri avevano documentato con pedinamenti e intercettazioni. Riceva pazienti nel privato nelle ore in cui avrebbe dovuto essere all'interno dell'ospedale.

Il contratto di extramoenia - era autorizzato a esercitare la sua professione al di fuori dell'ambiente di lavoro - sarebbe stato violato nel momento in cui risultava a Cisanello, mentre riceveva i malati a pagamento e in strutture private in tutta Italia.

Stando alla documentazione della Finanza sul foglio delle presenze Lippi metteva la firma del direttore dell'Unità operativa. Non solo. Un altro metodo per assentarsi e occuparsi dei pazienti nelle cliniche private, era quello di presentare false certificazioni con la connivenza di un medico di base che attestava in modo falso la presenza del docente sul posto di lavoro in ospedale o l'assenza per malattia. Un sistema che consentiva a Lippi di utilizzare i giorni di "malattia", per recarsi negli ambulatori che aveva a Pisa, Palermo, Roma, Milano, Benevento e Squinzano nel Leccese. Prima il patteggiamento e ora la Cassazione hanno messo il timbro giudiziario sulle visite private del prof durante i giorni in cui figurava a Cisanello.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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