Il Tirreno

Lucca

Video Isis sugli smartphone dei ragazzini

di Nicola Bellanova
Video Isis sugli smartphone dei ragazzini

Gallicano, bravata di uno studente tramite WhatsApp. La famiglia si scusa, ma si scatena la polemica politica

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GALLICANO. Un video cruento, coi militanti di Isis che sgozzano un americano, postato in un gruppo WhatsApp privato e frequentato da studenti delle scuole medie, e immediatamente in Valle del Serchio la psicosi è diventata reale. Al punto che, nonostante le indagini svolte dalle forze dell’ordine non mostrino almeno ufficialmente pericoli imminenti di attentati in zona, ormai la vicenda è diventata di dominio pubblico.

La storia, in sé, è piuttosto semplice. Un ragazzino di origine marocchine che frequenta le scuole a Gallicano ha inviato il video, della durata di circa un minuto, in una chat WhatsApp frequentata da alcuni suoi compagni. Da lì al “contagio”, il passo è breve. Il filmato viene visto dai ragazzini (e una di loro si sente male) e anche da qualche genitore. A quel punto la vicenda viene portata all’attenzione delle forze dell’ordine.

Non ci saranno, tuttavia, provvedimenti nei confronti né del ragazzino (che ha meno di 14 anni e quindi per la legge italiana non è imputabile), né dei familiari. Anche perché padre e figlio si sono scusati con la classe e con l’intera scuola.

Proprio la dirigente dell’istituto comprensivo gallicanese Emiliana Giannini tiene a sottolineare che «la scuola non deve essere tirata in ballo - afferma -, l'episodio è avvenuto fuori dall'orario delle lezioni, e in una chat tra ragazzi, cosa vietata all'interno dell'istituto. Sono rattristata e ho offerto la mia collaborazione a chi di dovere, ma ripeto l'Istituto Comprensivo non ha collegamenti con la vicenda. Anzi, vigileremo come abbiamo sempre fatto».

E se è comprensibile che l’ondata di emozione seguita ai fatti di Parigi abbia fatto puntare i riflettori su questa vicennda, è altrettando inevitabile che la questione arrivi anche sui banchi del consiglio comunale di Gallicano, ad opera di un’interpellanza di Daniele Venturini, consigliere comunale di “Gallicano concreta e solidale”. Che in una sua nota lega quanto successo a un’altra vicenda che da tempo tiene banco, quella del centro islamico: «Si è verificato un episodio preoccupante che ha visto coinvolto un giovane ragazzo musulmano il quale ha inviato sul cellulare dei compagni di classe un video molto cruento: un giovane viene decapitato con una spada in un lago di sangue in puro stile Isis. Questo video è stato accompagnato da messaggi deliranti che il ragazzo ha rivolto ai compagni di classe. Non so dire se trattasi di fantasie o realtà non aspetta a me fare le indagini del caso. Vorrei sperare che trattasi di “scherzi pesanti” adolescenziali. Per quanto mi è dato sapere il ragazzo in questione, insieme al padre, sono assidui frequentatori del centro culturale Al Baraka di Gallicano».

Affermazioni pesanti, che però Venturini rincara: «Il filmato è stato visto anche da altri bambini che non fanno parte della classe frequentata dal bimbo di origini marocchine. Dopo il cruento attentato alla sede di Charlie Hebdo, sono passati undici mesi, ma nulla è cambiato, anzi vi sono stati, a mio parere, dei peggioramenti nella sicurezza locale, nazionale ed europea. I cittadini si sentono abbandonati ed indifesi dalle autorità predisposte a tutelare la loro sicurezza. Dopo quest’ultimo gravissimo attentato multiplo a Parigi, le persone sono ancora più disorientate e spaventate. Vengo fermato per strada dalla gente che mi chiede chi controlla “la moschea” di Gallicano. Moschea e non centro culturale perché di fatto è un luogo di culto, in quel sito si prega con regolarità tutti i giorni per più volte al giorno. A questo punto è chiaro che il centro culturale è una moschea “sotto mentite spoglie” e per tanto a mio parere dovrebbe essere chiusa, visto le leggi vigenti in Italia».

La vicenda, come detto, viene riportata da chi se ne occupato alla dimensione di una bravata (per quanto particolarmente fuori luogo) di un ragazzino. Ma è certo che di questo, in riva al Serchio, si continuerà a parlare ancora per diverso tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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