Il dolore
Pattuglie in borghese per fermare i furti
Bande agiscono a piedi con un basista che in auto lascia i malviventi vicino a centri abitati per poi tornare a riprenderli
LUCCA. L’imput che arriva dall’ufficio del pubblico ministero va nel segno auspicato dalla cittadinanza. Nel 2016 massimo impegno e lotta senza quartiere ai reati predatori: furti in abitazione, truffe ad anziani indifesi, rapine ai danni delle persone. Le forze dell’ordine sono, e lo saranno in modo ancor più incisivo nel nuovo anno, impiegate in modo massiccio nel tentativo di assicurare alla giustizia bande stanziali o in prevalenza pendolari del crimine che agiscono ad ondate durante tutto l’arco della giornata e in ogni frazione del comune di Lucca, della Piana e ultimamente anche in Media Valle e in Garfagnana. Più uomini e più mezzi dedicati a smantellare organizzazione dedite a commettere reati contro il patrimonio a discapito di altri delitti in materia di lotta agli stupefacenti o di contrasto alla criminalità economica. D’altronde se la coperta è corta - ed effettivamente è molto corta - servono scelte nette e precise che vadano verso il contrasto di reati che danno un senso di insicurezza nell’opinione pubblica. Violare la privacy della propria abitazione sia di giorno che soprattutto di notte per impossessarsi di soldi, ma soprattutto di oggetti cari, ricordi di famiglia, è percepito dalle persone come uno dei crimini peggiori e i continui furti che a decine vengono commessi (tentati o riusciti che siano) alimentano un senso di insicurezza e suscitano reazioni che possono acuire i conflitti sociali. Il tutto in attesa di strumenti normativi efficaci con certezza della pena e la possibilità di riduzioni e sconti grazie ai riti alternativi.
Sos immediati. Dotare le abitazioni di serrature d’acciaio e inferriate, sistemi di allarmi a porte, persiane e finestre, includere nella spesa per la sicurezza familiare anche impianti di videosorveglianza e collegare il tutto alle centrali operative di carabinieri e polizia aiuta, ma spesso non basta per mettersi al riparo dalle gang di malviventi che si spostano rapidamente sul territorio. Serve una collaborazione immediata dei cittadini con le forze di polizia. Chiunque veda un’auto sospetta, un movimento strano, una luce accendersi nella notte nel giardino del vicino sapendo che in casa non c’è nessuno deve chiamare senza indugio le centrali operative del 112 e del 113. A volte meglio un falso allarme che la possibilità di veder sfumare la cattura dei malfattori.
Le nuove strategie. Se nella Piana ci sono bande che giungono nei centri abitati in macchine, spesso di proprietà di incensurati, suonano ai campanelli delle case e attendono un paio di minuti per vedere se qualcuno apre la porta e in caso contrario forzano gli infissi entrano dentro e rubano ciò che trovano, nella periferia cittadina è stato notato un altro tipo di gang che agisce al calar del sole. Il basista a bordo di una macchina lascia nelle vicinanze di condomini, villette o lungo fossi e canali di fondostrada due o più persone - di solito nordafricani oppure slavi - incaricati di depredare le case disabitate. A piedi seguono il percorso che li fa giungere accanto alle abitazioni e a quel punto provano a compiere furti a tappeto. Se poi in lontananza scorgono qualche vettura avvicinarsi si nascondono dietro a muri o nei campi vicini per poi riprendere l’attività criminosa. Alla fine con il bottino si ritrovano in un punto stabilito assieme al basista a un paio di chilometri dalla zona «battuta» in cerca di oro, soldi e preziosi. Il complice provvede a caricarli in macchina e ad allontanarsi.
Pattuglie in borghese. Stante il moltiplicarsi dei reati predatori le forze di polizia hanno incrementato il servizio in modo esponenziale. Tante le pattuglie (radiomobile, stazioni e volanti) che presidiano il territorio dalle 17,30 sino alle 6 del mattino. E a queste vanno aggiunte anche alcune auto con personale in borghese. Obiettivo: ridurre sensibilmente il numero dei furti in casa e delle truffe agli anziani e cogliere sul fatto gli autori.
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