Il Tirreno

Lucca

Il ricordo di Simo vive sul monte Faeta

di Federica Scintu
Il ricordo di Simo vive sul monte Faeta

I compagni della mountain-bike hanno realizzato una targa in legno dedicata al sedicenne morto ad agosto sulla Romana

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LUCCA. «In cima al Faeta Simo si sentiva un angelo, quella era la sua montagna». Sono passati quasi 4 mesi da quando suo figlio è morto investito da un camion mentre pedalava sulla Romana in sella alla sua inseparabile bicicletta.

Papà Roberto Pardini soffre, prova a reagire, si attacca alla ruota del ricordo di quel figlio appena sedicenne, che ha perso la vita proprio mentre faceva lo sport che più amava fare. E da questa terribile caduta tutta la famiglia sta provando a rialzarsi anche grazie all’aiuto degli amici e dei compagni di mountain bike che da quel maledetto 3 agosto non hanno mai smesso di rivolgere un pensiero, un gesto, al loro “Simoncino”. Pensieri che poi si trasformano in gesti come quello che il gruppo Mtb Monte Faeta, ha deciso di dedicare a questo giovane con gli occhi che ridevano. «A venti giorni dalla sua morte, nel giorno del suo compleanno - racconta commosso Roberto - il gruppo Mbt, con cui Simone andava a pedalare sul Faeta, ha portato in cima alla sua montagna, a 900 metri d’altezza, una targa ricordo fatta di legno di castagno. A realizzarla a mano è stato uno dei componenti del gruppo e poi tutti insieme l’hanno trasportata fino a su. Per Simone - dice ancora Roberto - quella vetta era meglio di qualsiasi altra cosa. Quando gli proponevo di andare al mare lui mi rispondeva: “No, io vado in Faeta”. Partiva alle 7 del mattino per una pedalata molto dura che durava circa un’ora e mezzo». E quello che era il luogo preferito di Simone, quella vetta da dove si domina tutta Pisa e che, quando non c’è foschia, ti “spalanca” un panorama che arriva fino alla Corsica, è diventato meta abituale anche della sua famiglia. «Gli amici hanno voluto ricordarlo anche con una fotografia in cui solleva trionfante la sua mountain bike - racconta ancora il padre di Simone - l’hanno appesa in un altro dei posti preferiti di mio figlio che era lo Spuntone. A Gallicano poi il Giovo Team Torpado ha organizzato il primo trofeo ciclocross “Simone Pardini” e a vincere, nella categoria Under 23, è stato proprio Nicola Parenti, il ragazzo che il giorno dell’incidente stava pedalando insieme a Simone». Ora, nei pensieri di Roberto, c’è l’idea di pianificare una cronoscalata del monte Faeta dedicata a Simo. «Mi piacerebbe organizzarla nella domenica d’agosto più “vicina” al suo compleanno - dice Roberto Pardini - so che serviranno tante autorizzazioni. Ancora non c’è nulla di certo, è un sogno che mi piacerebbe realizzare per lui». Ma in questi quattro mesi c’è stata anche un’assenza che il padre di Simone inizia a non riuscire a comprenderepiù. «L’uomo alla guida del camion aveva fatto sapere che in qualche modo si sarebbe messo in contatto con noi - dice Roberto - ma finora non l’ha mai fatto. Io l’avevo perdonato perché può succedere a tutti di avere un attimo di distrazione ma almeno avrebbe potuto dirci: “Mi dispiace”. Invece nemmeno questo». Sul monte Faeta intorno alla targa, papà Roberto ha creato un’aiuola, ha piantato i fiori e l’erba perché «Simone sarà sempre in vetta insieme a noi».

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