Il Tirreno

Lucca

Eliporto, l’Asl fa ricorso al Tar contro il no all’utilizzo dell’area

di Gianni Parrini
Eliporto, l’Asl fa ricorso al Tar contro il no all’utilizzo dell’area

L’azienda si è accodata al reclamo presentato dal concessionario, poi ne ha presentato uno proprio. L’obiettivo è ottenere un nulla osta parziale, che consenta di fare 10-12 atterraggi l’anno

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LUCCA. Elisuperficie al San Luca, l’Asl fa ricorso al Tar contro il diniego della Conferenza dei servizi alla richiesta di autorizzazione ambientale. Non finisce la querelle sorta intorno alla pista di atterraggio per gli elicotteri al San Luca. Come vi abbiamo raccontato in più occasioni, l’eliporto realizzato al nuovo ospedale è inutilizzabile, perché troppo vicino alle abitazioni: appena 38 metri. Una distanza che non consente al Pegaso di atterrare senza creare enormi disagi ai residenti. Nell’unica prova effettuata, la famiglia che vive nell’abitazione vicina ha visto volare via panni e altri oggetti, come raccontato ai microfoni di Striscia la notizia. Per non parlare poi dei rumori insopportabili. Vista la situazione, l’eliporto non ha ricevuto il nulla osta dalla Conferenza dei servizi e dalla Provincia. Un diniego basato anche sulle relazioni di Arpat ed Enac.

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L’Asl ha già aperto un contenzioso con il concessionario che si è occupato dei lavori (Sat spa), visto che il contratto prevedeva la messa a disposizione di una elisuperficie funzionante. Ora però si scopre che la battaglia si combatte su più fronti. Il concessionario ha fatto ricorso al Tar contro il diniego dato dalla Conferenza dei servizi. Anche l'azienda sanitaria si è accodata a questo ricorso, sempre legato alla questione degli obblighi contrattuali. Ma oltre ad aderire a questa procedura, l'Asl ne ha promossa una autonoma al tribunale amministrativo della Toscana, con alcuni distinguo nei confronti della posizione del concessionario.

Infine, c’è un terzo livello di confronto su cui l'Azienda si sta muovendo: è quello volto a ottenere una “disponibilità parziale” dell'area. Dall’azienda fanno sapere che l’elisoccorso Pegaso atterra a Lucca circa 10-12 volte l’anno (anche se il dato è contestato dal personale sanitario). Forse, con qualche piccolo accorgimento sull’attuale eliporto, si potrebbe trovare una soluzione che consente un utilizzo contingentato dell’elisuperficie del San Luca.

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Al momento, nei casi di necessità, il Pegaso atterra sugli spalti delle Mura, ma ci sono due tipi problemi: innanzi tutto la distanza dal San Luca. Il paziente in questi casi deve essere caricato sull’ambulanza e portato su gomma all’ospedale. Tra l’altro con il rischio di trovare i passaggi a livello chiusi, visto che il tragitto incrocia la linea ferroviaria. In secondo luogo c’è il problema degli atterraggi notturni: al calar della sera gli spalti delle Mura non sono dotati di un’illuminazione adeguata a far scendere il Pegaso. Un problema non da poco.

L’azienda non si arrende e sta facendo di tutto per cercare di venire a capo di questa situazione. Il fronte più caldo è quello del contenzioso con il concessionario: se quest’ultimo dovesse essere soccombente, dovrebbe realizzare l’elisuperficie in un’altra zona o comunque risarcire l’Asl. Una cosa è certa: l’obiettivo finale è dotare il San Luca (o l’area nelle sue immediate vicinanze) di un eliporto, infrastruttura indispensabile con la messa in rete degli ospedali e la necessità di trasfermienti rapidi. Da qui non si scappa. Se l’elisuperficie attuale non dovesse ottenere una deroga per 10-12 atterraggi l’anno, si farà altrove. E magari in quel punto verrebbe ricavato un parcheggio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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