Finanza
Diffamazione, operaio a giudizio
Sul suo sito, oscurato dalla polposta, insulti ai vertici della Lucart
LUCCA. Sarà processato davanti al giudice monocratico il prossimo 5 maggio l’ex operaio della Lucart accusato di diffamazione ai danni dei vertici aziendali e della stessa industria cartaria nelle vesti di persona giuridica. Si tratta di Francesco Bolzan, 44 anni, residente a San Concordio. Due mesi e mezzo fa il sostituto procuratore Enrico Corucci aveva ordinato alla polizia postale e delle telecomunicazioni l’oscuramento del sito gestito dall’ex dipendente (lucart.altervista.org/mobbing.htlm). Nel corso della perquisizione domiciliare gli agenti avevano rinvenuto volantini identici a quelli anonimi trovati dai carabinieri di Cortile degli Svizzeri: uno era affisso su un cestino dei rifiuti in via Vittorio Veneto, l’altro era stato notato in via Santa Giustina. I fogli formati A4 recavano impressa la scritta: «Attenzione: tracce di topi morti nella carta igienica della Lucart» furono sequestrati. Per gli inquirenti nessun dubbio: l’ex operaio cartario gestore del sito in cui lanciava pesanti accuse, paragonando i vertici aziendali con tanto di nome e cognome a criminali nazisti e sostenendo che commettevano mobbing sui lavoratori, sarebbe la stessa persona che ha ideato e forse affisso i volantini in centro. Tra l’altro sul sito oscurato si mettevano in correlazione malattie strane o infezioni con l’uso di fazzoletti realizzati con carta riciclata per soffiarsi il naso e pulirsi la bocca. Un tema, quello dell’ambiente, caro al management della cartiera Lucchese, parte lesa e assistita nel processo dall’avvocato Lodovica Giorgi, in prima linea nella battaglia per il riciclo. (l.t.)
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