Sicurezza
Aumenta la vigilanza sugli obiettivi sensibili
In prefettura il comitato sulla sicurezza: la lista dei luoghi a rischio rimane top secret
LUCCA. Terrorismo, vertice in prefettura: aumentano i controlli sugli obiettivi sensibili. Dopo i fatti di Parigi nessuna città è “a rischio zero”. Neppure Lucca, sebbene non vi sia alcun allarme particolare intorno alla città dell’arborato cerchio. In ogni caso, continua ad essere elevata l'attenzione delle forze di polizia, coordinate dal prefetto Giovanna Cagliostro, nei confronti di siti ed obiettivi ritenuti a rischio dopo gli attentati terroristici di Parigi. «Le relative misure – si legge in una nota proveniente dagli uffici di palazzo Ducale – sono state esaminate ieri in una riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Presenti il procuratore della repubblica presso il Tribunale, il sindaco di Lucca, il presidente della Provincia, i vertici delle forze dell'ordine, della capitaneria di Porto, dei vigili del fuoco, dei vice commissari delle aziende sanitarie locali di Lucca e Viareggio e il direttore della casa circondariale San Giorgio».
Alla fine dell'incontro è stata disposta una rimodulazione dei servizi di vigilanza, non solo a tutela degli obiettivi sensibili, già oggetto di attenzione, come deciso nella riunione convocata lo scorso 14 novembre, ma anche su ulteriori zone ed aree ritenuti delicati, a seguito di attento monitoraggio al tavolo del prefetto.
Il piano provinciale antiterrorismo è stato aggiornato lo scorso 15 ottobre e contiene la lista degli obiettivi sensibili presenti sul nostro territorio. Una lista che, fanno sapere dalla prefettura, deve rimanere top secret. È chiaro, però, che l’elenco è lungo. Le categorie indicate per suddividere gli obiettivi sono una dozzina: si va dalle chiese, agli uffici giudiziaria, ai palazzi del potere ai luoghi di aggregazione. La sorveglianza su questi obiettivi sarà intensificata, ma le forze a disposizione sono numericamente le stesse. La loro distribuzione sarà rimodulata a seconda delle necessità, anche alla luce delle direttive ministeriali.
La prefettura, inoltre, ha facoltà di invitare i soggetti interessati a dotarsi di strumenti di difesa passiva (ad esempio telecamere di sorveglianza) qualora ne rilevasse la necessità. La situazione, comunque, appare sotto controllo: nel territorio della provincia di Lucca non risultano essere presenti soggetti legati al fondamentalismo religioso. Neppure tra i detenuti del carcere di San Giorgio.
Gianni Parrini
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