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Lucca

L’ultimo tributo all’atelier museo

L’ultimo tributo all’atelier museo

In centocinquanta ieri hanno ammirato le opere di Salotti nella casermetta a pochi giorni dallo sfratto

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LUCCA. Un altro tributo di affetto e stima verso l’opera del maestro Giannetto Salotti. Dalle 10,30 finché la luce del giorno lo ha permesso (visto che l’energia elettrica è stata tagliata), ieri oltre centocinquanta estimatori, amici, persone vicine all’artista scomparso e alla famiglia hanno approfittato dell’ultima visita all’atelier nella casermetta San Martino a pochi giorni dalla dismissione: il 30 novembre è il giorno dello sfratto dalla casermetta dove l’artista ha lavorato gli ultimi venti anni. Sfratto per fare posto al nuovo assegnatario, che ha guadagnato lo spazio grazie al bando emesso dall’Opera delle Mura per dodici spazi nelle Mura urbane.

«Abbiamo ricevuto visite di molti esperti e appassionati d’arte, di collezionisti. Tra queste anche le graditissime visite della baronessa Scola Camerini di Forci e del’attore Eros Pagni», dice Franca Severini, curatrice della collezione Salotti, a fianco della figlia dell’artista, Ilaria, nella battaglia per mantenere alla collezione uno spazio consono al suo valore. L’amministrazione ha fatto alcune offerte per la sua ricollocazione, non accettate «per una questione di fruibilità - spiega sempre Franca Severini -. La stanza sotto il San Colombano perché troppo umida, lo spazio dentro Palazzo Guinigi perché per accedervi la signora Salotti doveva interpellare il dipendente comunale preposto ad aprire la porta».

Ci sono state tensioni con l’amministrazione comunale. Il sindaco Alessandro Tambellini ha scritto una lettera aperta in cui, risoluto, spiegava di avere fatto il possibile per dare una nuova collocazione alle opere di Salotti, circa 1.500 fra sculture, tele e disegni nella casermetta. A distanza di quarantotto ore però ha convocato tutte le categorie economiche della città a un incontro, in programma venerdì 27 novembre, per trovare insieme una soluzione e offrire alla collezione uno spazio adeguato. «Sono contenta dell’attenzione che ci viene riservata con questa iniziativa - conclude Franca Severini -. Salotti è stato l’ultimo rappresentante degli artisti che hanno arricchito le Mura. Le opere parlano da sole».

Intanto l’eco della battaglia è giunta molto lontano. Tanti collezionisti da tutta Italia hanno messo a disposizione spazi, anche stanze, per ricoverare la collezione dopo il 30 novembre. Si è interessato anche il Comune di Viareggio, che potrebbe ospitare almeno alcune opere di Salotti. (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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