Sicurezza
Si cerca la seconda auto che ha travolto l’anziana
Oggi sarà disposta l’autopsia. Un’amica di Gina Masini racconta che dieci anni fa la donna fu investita sempre in via delle Gavine e rimase a lungo in coma
LUCCA. «Sono disperata per quanto è accaduto a Gina, dieci anni fa si era salvata da un incidente accaduto sempre qui, in via delle Gavine ora non posso credere che non ci sia più».
Gli occhi di Loretta sono colmi di lacrime per la scomparsa di Gina Masini, la donna di 79 anni travolta sabato sera a pochi passi da casa sua a San Macario in Piano mentre andava in chiesa. Per Loretta, Gina era molto più di una semplice vicina di casa con cui ci si scambia un saluto frettoloso: era un punto di riferimento, una persona su cui poter sempre contare. «Non passava giornata che non ci vedessimo per fare due chiacchiere, lei è stata sempre qui con me - racconta Loretta - ho perso tante persone care nella mia vita tra le quali mia figlia che quando è morta aveva solo 17 anni e ora non ho più nemmeno lei».
A legare Gina e Loretta un’amicizia profonda, fatta di consigli e se necessario anche di qualche rimprovero perché, come racconta ancora l’anziana vicina, «lei era testarda, le piaceva uscire e anche se fuori era buio e le dicevo che era pericoloso faceva di testa sua». A impensierire Loretta era proprio che quanto accaduto dieci anni fa potesse succedere ancora, in quella via buia e pericolosa soprattutto per chi la percorre a piedi. «Era stata investita da un’auto un centinaio di metri prima rispetto al punto dell’incidente di ieri - racconta ancora Loretta mostrandoci il punto esatto - ed era stata anche in coma. Poi, dopo lungo periodo passato immobilizzata a letto, era riuscita a guarire del tutto. Fu un vero miracolo e io tutti i giorni, anche se faceva molto freddo, uscivo per andare a casa sua a portarle la cena e ad aiutarla per quel che potevo».
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Un destino atroce quello dell’anziana donna, molto conosciuta a San Macario dove viveva insieme al nipote alla cognata. «Gina era nubile - racconta ancora Loretta - era stata fidanzata per 29 anni ma non si era mai sposata. La sua vita era qui a San Macario dove tutti i giorni andava a messa. Era molto attaccata alla vita e mi diceva sempre che lei mangiava anche se non aveva tanto appetito perché non voleva morire».
E ieri, in via delle Gavine, gli abitanti erano ancora sotto choc per l’ennesimo incidente avvenuto sotto i loro occhi. Una strada molto stretta ma trafficata, dove i marciapiede sono sporadici e che quando fa buio diventa ancora più pericolosa da percorrere a piedi. «Sono qui da circa otto anni - racconta il parroco di San Macario, Marek Labuc - e purtroppo in via delle Gavine ci sono stati già diversi incidenti. Ho un ricordo bellissimo di Gina: veniva in chiesa anche un’ora e mezza prima della funzione per dare una mano. Era molto attiva nella parrocchia e sempre disponibile ad aiutare gli altri».
Intanto, quelle che nei momenti immediatamente successivi all’incidente sembravano solo supposizioni ora trovano conferme. A travolgere il corpo di Gina Masini infatti, non è stata una sola auto, ma due. Il cinquantenne alla guida della Panda grigia, che è stato il primo a investirla, si è fermato subito dopo l’impatto. Il guidatore della seconda macchina invece, non si è bloccato. Ed è su questa vettura, di cilindrata superiore a quella della Panda, che le indagini si stanno concentrando. Oggi il magistrato darà incarico di procedere con l’autopsia sul corpo della vittima per cercare di capire se Gina Masini sia morta a causa del primo impatto, sbattendo sul parabrezza o sull’asfalto, o se invece, a provocare il decesso, sia stato il secondo tragico investimento.
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