Sicurezza
Volantini nelle scuole contro la teoria del gender
LUCCA. Prosegue la campagna contro la “Teoria del gender” da parte di Fratelli d'Italia anche sul territorio lucchese. Dopo Pisa, Livorno, Siena e Arezzo anche a Lucca infatti, è iniziata la protesta....
LUCCA. Prosegue la campagna contro la “Teoria del gender” da parte di Fratelli d'Italia anche sul territorio lucchese. Dopo Pisa, Livorno, Siena e Arezzo anche a Lucca infatti, è iniziata la protesta. Nella notte tra giovedì e venerdì, un gruppo di militanti di Gioventù Nazionale di Lucca (gruppo autonomo vicino al partito FdI) hanno affisso dei volantini ai cancelli di alcune scuole della provincia sui quali campeggia il titolo “Stop al gender”.
Le scuole coinvolte sono le elementari di Lammari, l'asilo e le elementari di Marlia, l'istituto comprensivo di Castelnuovo Garfagnana e l'Iti e il Giorgi di Lucca ma anche alla Pascoli di Viareggio. «“Questo è un gesto a cui seguirà un'opera di volantinaggio nelle scuole soprattutto primarie e negli asili del territorio - spiega Marco Santi Guerrieri, portavoce di FdI-AN per il comune di Lucca - l'atteggiamento del Governo in merito all'insegnamento della teoria gender nelle scuole è confuso. Non siamo contrari a prescindere ma serve una legge più chiara senza rimandi a leggi precedenti». Campanello d'allarme per Fratelli d'Italia è stata la distribuzioni di questionari sull'argomento anche nelle scuole della Lucchesia: «Ci sono giunte notizie di questionari da compilare per studenti e genitori, questo non fa che accrescere la confusione». La teoria da sempre divide anche all'interno del centrosinistra e questo aspetto è messo in evidenza nella nota ufficiale del movimento Gioventù Nazionale di Lucca. «La riforma voluta dal governo Renzi apre la strada alla diffusione nelle scuole della teoria gender, nonostante le raccomandazioni e le minacce del ministro Giannini - sottolinea il movimento - negli ultimi anni abbiamo assistito al tentativo, già in atto, di far scomparire i termini “madre” e “padre” dall'uso quotidiano per convertirli nei più anonimi “genitore 1 e 2”». La campagna ha visto coinvolte nei mesi scorsi, altre città della Toscana come Pisa, Siena, Livorno e Arezzo.
Tommaso Bedini Crescimanni
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