Il Tirreno

Lucca

Punto nascita verso la salvezza

di Nicola Bellanova
Punto nascita verso la salvezza

Il sindaco di Fabbriche Giannini: «Merito dei Comitati, nonostante l’ostruzione della Regione Toscana»

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BARGA. Un cambiamento negli standard produttivi sanitari, che potrebbe aprire nuovi scenari per il "San Francesco" di Barga. Il ministro della salute, Beatrice Lorenzin, ha infatti firmato un atto con il quale si apre alla possibilità di sperimentazione in aree montane di punti nascite inferiori ai 500 parti annui, a condizione che vengano mantenuti gli standard di qualità e di sicurezza previsti dalla normativa.

Il sindaco di Fabbriche di Vergemoli, Michele Giannini, interviene sulla vicenda per esprimere la propria soddisfazione su questa vicenda, sottolineando invece l’atteggiamento ostruzionistico tenuto a Firenze.

«Apprendiamo con estrema positività la notizia della firma del decreto sulle nascite in montagna – commenta Giannini - fortemente sollecitato a livello locale dalle associazioni e dai comitati dei cittadini, che combattendo da anni in difesa della Sanità in Valle del Serchio, riescono così ad ottenere quei risultati da sempre ostacolati dalla Regione Toscana».

Quindi, l'esponente del centrodestra si fa portavoce del territorio col governo centrale: «Da politici ci siamo solo fatti tramite di portare le istanze dei cittadini a Roma – prosegue Michele Giannini - seguendo i canali istituzionali, e quindi questo importante risultato, particolarmente significativo per il punto nascite dell'ospedale San Francesco di Barga, va sicuramente ascritto al merito dei Comitati dei cittadini».

Proprio sul tema del progressivo ridimensionamento dei servizi ospedalieri che colpisce i plessi della Valle del Serchio, Giannini si era ripetutamente espresso, partecipando anche, unico politico al fianco dei comitati dei cittadini, all'ultima manifestazione tenutasi proprio a Barga. «In una Regione rossa, che sta progressivamente smantellando i servizi ospedalieri – prosegue il sindaco Giannini - registriamo con particolare soddisfazione il decreto posto in essere dal ministro del Nuovo Centrodestra Beatrice Lorenzin».

Nello specifico, il decreto recepisce le istanze portate avanti dall'intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna, e affida al Comitato Percorso Nascita nazionale il compito di esprimere un parere motivato su eventuali richieste di mantenimento in attività di punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti annui, in deroga a quanto previsto dall'accordo Stato-Regioni sottoscritto il 16 dicembre 2010.

Il decreto ministeriale è la precondizione per introdurre anche in Italia modelli sperimentali di erogazione del servizio di ostetricia già esistenti in altre zone montane d'Europa, come Svizzera, Austria o Germania, nei quali lo standard non è legato al numero dei parti per singolo plesso ospedaliero, ma è affidato alla formazione e alla elevata casistica delle equipe mediche e infermieristiche che svolgono il servizio, consentendo in tal modo la convivenza tra due diritti fondamentali: da una parte il diritto di nascere in montagna e dall’altra il diritto di farlo in condizioni di assoluta qualità e sicurezza.

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