Il Tirreno

Lucca

Più profughi nei comuni maggiori

di Federica Scintu
Più profughi nei comuni maggiori

Modifiche nel nuovo bando della prefettura: fino a 50 migranti nei territori con oltre 15.000 abitanti

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LUCCA. C’è una lista di 18 Comuni nel bando della prefettura del 20 novembre che mira a individuare nuove strutture in grado di accogliere i migranti. Questa lista comprende soprattutto quei centri della provincia di Lucca che finora non hanno offerto o quasi ospitalità ai profughi. Ed è a manifestazioni d’interesse “provenienti” da Altopascio, Barga, Camaiore, Careggine, Castelnuovo di Garfagnana, Castiglione di Garfagnana, Forte dei Marmi, Fosciandora, Massarosa, Minucciano, Montecarlo, Piazza al Serchio, Pietrasanta, San Romano in Garfagnana, Seravezza, Sillano Giuncugnano, Stazzema, Viareggio e Villa Collemandina, che la prefettura darà la priorità nel selezionare le strutture idonee.

Questo è uno degli elementi di novità rispetto al precedente bando di giugno, ma non l’unico. Nella sezione “caratteristiche del servizio” del nuovo bando infatti, si legge: «Il servizio dovrà essere effettuato in struttura/e nella disponibilità del soggetto gestore con una capacità massima di 20 unità elevabile a 50 nei Comuni con più di 15.000 abitanti». Un altro discrimine che nel bando di giugno non era previsto e che, come è evidente, mira a trovare un maggior numero di posti per far fronte alle richieste di ospitalità «in relazione - come la prefettura precisa in una nota - al perdurare dello straordinario afflusso di cittadini stranieri che interessa l'intero territorio nazionale». Una modifica che però, cambia le carte in tavola per diversi Comuni della lista, alcuni dei quali superano i 15.000 abitanti. Uno di questi è Altopascio che, secondo i dati Istat del 2014, valica di pochissimo questa soglia. Da quando è cominciata l’emergenza profughi, il sindaco Maurizio Marchetti si è sempre opposto all’accoglienza dei profughi nelle strutture del territorio di Altopascio: tant’é che finora non hanno mai ospitato nessuno.

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Con la pubblicazione del nuovo bando però, qualcosa potrebbe cambiare anche se il sindaco Marchetti continua a mostrarsi sempre molto agguerrito su questo fronte. «Non ho incontrato il prefetto prima di questo nuovo bando - dice Marchetti - ma penso che lo farò a breve. Se la mia posizione finora aveva lasciato qualche spazio di possibilità ora non è più così. Dopo gli attentati di Parigi e le cose che sono venuto a sapere sul business che c’è dietro all’accoglienza il mio “no” è ancora più netto». Non ci va tanto per il sottile Marchetti che parla di una corsa al’acquisto di immobili da trasformare in strutture di accoglienza. «Ho saputo che anche nella zona di Altopascio - dice Marchetti - ci sono dei movimenti da parte di privati che, senza alcuna preoccupazione legata al prezzo dell’immobile, lo comprano sottoscrivendo che salderanno la cifra in tot. anni e che, qualora il pagamento si dovesse interrompere, l’immobile torni al vecchio proprietario. Io non voglio far parte di questo meccanismo e penso che la modifica apportata dalla prefettura al nuovo bando sia molto pericolosa in questo senso. Motivo per il quale questo cambiamento mi disturba ancora di più».

Clausole a tutela della legalità. Tra le nuove clausole introdotte nel bando della prefettura del 20 novembre 2015 c’è anche quella che mira a tutelare «il preminente interesse pubblico alla legalità e alla trasparenza». Chi presenterà una manifestazione d’interesse (che non dovrà pervenire oltre le ore 12 del 9 dicembre) dunque, sarà obbligato a «denunciare ogni illecita richiesta di denaro, prestazione o ad altra utilità ad esso formulata prima della presentazione della manifestazione d’interesse [...]».

Lo stesso vale «per qualsiasi tentativo di estorsione, intimidazione o condizionamento di natura criminale». Sempre secondo la “nuova clausola”, «i soggetti contraenti con la prefettura dovranno trasmettere l’elenco dei fornitori che potranno essere sottoposti ad attività informativa». Nel caso di inosservanza di queste disposizioni, si legge ancora nell’articolo, «si procederà alla risoluzione della convenzione stipulata per l’affidamento del servizio».

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